Fallimento X-Pharma, c’è il rinvio Ma arriva risarcimento milionario

Fallimento X-Pharma, c’è il rinvio Ma arriva risarcimento milionario

Rinviata udienza per il fallimento della società farmaceutica di Agrate Brianza che chiuse i battenti nel 2009 con un buco di 22 milioni di euro lasciando a casa oltre 300 lavoratori. In vista per le parti civili risarcimento 6,6 milioni di euro
di Stefania Totaro

Agrate Brianza, 12 Novembre 2012 – Processo rinviato di altri 5 mesi ma risarcimento di 6,6 milioni di euro in vista per le parti civili. Si è conclusa così l’udienza al Tribunale di Monza per l’inchiesta-bis per bancarotta fraudolenta sul fallimento della "X-Pharma spa", la multinazionale farmaceutica di Agrate Brianza dichiarata fallita nel marzo del 2009 con un buco di 22 milioni di euro e che ha lasciato senza lavoro 376 informatori scientifici.

Tra i 6 imputati al processo anche i 4 già condannati con il rito abbreviato nel primo troncone dell’inchiesta, pagando a vario titolo un risarcimento dei danni alle parti civili di circa 300mila euro: Francescantonio Fabbrocino, 52 anni, della provincia di Salerno, già condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, mentre 3 anni e 10 mesi sono stati già inflitti a Giovanni Di Brita, 36 anni, commercialista residente a Salerno, 3 anni e 4 mesi a Frederick Francois De Luca, 43 anni, di origine francese e residente nella provincia di Ascoli Piceno e 2 anni e mezzo di reclusione a Felice De Prisco, 55 anni, residente a Verbania.

In udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Monza aveva invece patteggiato la pena sospesa di 2 anni Maurizio Rollero, 57 anni, di Bernareggio, presidente del consiglio di amministrazione di X-Pharma, che ha sborsato 250mila euro alle parti civili, che ora al processo possono chiedere ancora i danni morali. Si torna in aula il 15 aprile.

Secondo l’accusa X-Pharma è stata portata al dissesto assumendo personale proveniente da multinazionali francesi o belghe che volevano evitare di aprire per i lavoratori in esubero procedure di mobilità, in cambio di somme corrisposte come anticipi sulle mensilità e sul Tfr per ogni lavoratore assunto, denaro servito per ottenere liquidità e fare salire il valore delle azioni della X-Pharma nel tentativo di vendere una bella scatola vuota.

Quando il progetto di vendita non era andato in porto, se

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