Firenze. Torello Lotti condannato a due anni ma non fu associazione a delinquere

Firenze. Torello Lotti condannato a due anni ma non fu associazione a delinquere

Firenze, 4 gennaio 2012 – E’ UNA condanna per istigazione alla corruzione e peculato. Ma è come se fosse un’assoluzione tante e tali erano le accuse contro di lui. Per il professor Torello Lotti — all’epoca direttore della Clinica dermatologia II dell’Asl di Firenze, docente universitario e presidente della Società italiana di dermatologia — i due anni di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) a cui è stato condannato ieri col rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare Giacomo Rocchi rappresentano quasi un successo. Non solo per lui ma anche per gli altri ventisei imputati, venticinque dei quali sono stati assolti o prosciolti: l’altra sola condanna a dieci mesi di reclusione, sempre per peculato e sempre con la sospensione della pena, è stata inflitta alla segretaria montecatinese di Lotti, Wilma Romani. Assolti perché il fatto non sussiste gli altri imputati che avevano scelto il rito abbreviato: Corrado Trevisan, Gianfranco Somaroli, Luigi Marini, Giovanni De Maria e Francesco Florio. Non luogo a procedere, anche loro perché il fatto non sussiste, per tutti gli altri imputati: Stefan Coccoloni, Leonardo Fronticelli, Francesca Prignano, Alberto Giannetti, Patrizia Italia Martini, Patrizia Cecchi, Lara Tripo, Michela Troiano, Sergio Barbato, Mauro Brancato, Luigi Sintoni, Matteo Cagnoni, Stefania Casalini, Loretta Mameli, Stefano Zagnoni, Sabrina Pagliei, Ivano Calandrelli, Daniele Niccoli, Alessandra Bianchi e Giancaro Acuto.

ALLA FINE, dunque, il professor Lotti è stato condannato solo per il peculato (con l’aiuto della segretaria, avrebbe svolto attività intramoenia senza rilasciare la ricevuta) e per due episodi di istigazione alla corruzione: avrebbe sollecitato il versamento di 100mila euro da parte dell’industria farmaceutica Abbott e di una somma fra i 75mila e i 110mila euro da parte della Jannssen-Cilag. «Finalmente è emersa la verità — ha commentato con soddisfazione il suo legale, l’avvocato Federico Bagattini — e cioè che il professor Lotti ha sempre curato con scrupolo i propri pazienti, non ha ‘venduto’ nessuno di loro e ha fatto solo il bene dei pazienti stessi, dell’Università e della ricerca scientifica».


LE ACCUSE a suo carico
, in effetti, erano pesantissime. Soprattutto l’essere alla guida della presunta associazione a delinquere composta da medici che, secondo la procura, si sarebbero fatti corrompere dalle case farmaceutiche. Fra gli imputati c’erano medici e loro assistenti, professionisti e rappresentanti di case farmaceutiche. Secondo l’accusa, avrebbero offerto ‘pacchetti’ di pazienti affetti da psoriasi ai responsabili di sette multinazionali farmaceutiche, che in due anni avrebbero elargito soldi e benefit per un milione e settecentomila euro in cambio della prescrizione e somministrazione di farmaci non inseriti nei protocolli di sperimentazione «Psocare», il programm

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