L’AIFA, con cadenza annuale e comunque entro e non oltre il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento, deve provvedere alla revisione e all’aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale (PFN) dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale, ai fini del perseguimento di obiettivi 
Quello a cui sta lavorando l’Agenzia è di bloccare l’aumento della spesa farmaceutica. Secondo quanto riporta il Sole 24ORE l’idea è fissare il prezzo di riferimento dei medicinali rimborsati a brevetto scaduto non più tra quelli con lo stesso principio attivo, ma all’interno di un raggruppamento terapeutico più ampio con il Servizio sanitario nazionale che rimborserà il costo solo fino alla soglia del principio attivo più economico.
L’effetto per le aziende sarebbe una stangata con tagli dei prezzi anche del 30-40% per adeguarsi a quello di riferimento, un target praticamente impossibile anche a fronte di un aumento dei costi che ha fatto schizzare negli ultimi anni la spesa per materie prime ed energia, mentre per i cittadini il rischio è quello di dover rinunciare al farmaco a cui sono “affezionati” per un altro con diverso principio attivo ma totalmente rimborsato. A meno che il paziente-cittadino non decida di pagare la differenza di prezzo a carico suo, nel caso l’azienda non sia stata in grado di abbassarlo perché insostenibile.
I vertici dell’AIFA hanno inviato una lettera al ministro Schillaci e al sottosegretario Gemmato per chiedere una sorta di “avallo” politico e giuridico: puntano infatti a dare attuazione alla revisione che partirà proprio dai medicinali a brevetto scaduto inseriti in lista di trasparenza per poi passare successivamente a quelli
AIFA ha inviato anche una lettera anche alle aziende farmaceutiche contenente una sorta di “avviso” in cui si informa la «Spettabile Società» qual è il raggruppamento di principi attivi – per le statine ad esempio sono sei – «aventi analoghe condizioni di uso e indicazione terapeutica» con l’obiettivo appunto di individuare «il principio attivo con il prezzo di rimborso Ssn più basso, tenendo conto del numero di unità posologiche della confezione. (Nella foto la Commissione Scientifica Economica di AIFA)
AIFA lascerebbe un periodo di “latenza” affinché le aziende si adeguino e i medici si abituino a prescrivere il farmaco col prezzo di riferimento più basso.
Ironia della sorte questi provvedimenti andrebbero a colpire una voce della spesa farmaceutica, quella convenzionata e cioè dei medicinali erogati in farmacia, che non è in rosso ma in avanzo.
Dei geni!