Al Ministero della Salute presentazione delle attività dei Nas 2025

Sequestrati oltre 49.900 confezioni di farmaci e articoli sanitari, per un valore complessivo superiore a 197 milioni di euro

Il 4 febbraio dalle ore 11, ha avuto luogo presso il Ministero della Salute la presentazione delle attività svolte dal Comando Carabinieri per la Tutela  della Salute (NAS) nel corso del 2025 in materia sanitaria, alimentare, veterinaria e farmaceutica e gli esiti di mirate campagne mirate su settori prioritari in ragione di eventi eccezionali come il Giubileo. Sono intervenuti il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Generale di Brigata Raffaele Covetti. (Video) – Fonte Ministero della Salute


Nel 2025 il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute (NAS) ha condotto un ampio programma di verifiche su strutture sanitarie, attività commerciali e filiere produttive, con l’obiettivo di individuare irregolarità e prodotti non conformi alle norme. Il bilancio complessivo parla di 45.762 ispezioni, 6.255 sanzioni penali, 23.397 amministrative, 148 arresti e 2.829 deferimenti all’Autorità giudiziaria.

Le operazioni hanno portato al sequestro di grandi quantitativi di beni e alla chiusura o sospensione di numerose strutture. Nel resoconto ufficiale si legge: “Questi numeri non sono solo statistiche – si legge nel report diffuso dal Comando -, ma rappresentano la difesa concreta della salute di milioni di italiani”. Al di là delle valutazioni, i dati delineano una presenza costante sul territorio e un’attività repressiva diffusa nei diversi settori della salute pubblica.

Effettuate ben 45.762 ispezioni, con 6.255 sanzioni penali e 23.397 amministrative; 148 arresti e 2.829 deferimenti all’Autorità giudiziaria, oltre alla segnalazione di 13.390 persone all’Autorità amministrativa. A questi si aggiungono 6.249.380 kg e confezioni di alimenti sequestrati e oltre Ben 45.762 ispezioni, con 6.255 sanzioni penali e 23.397 amministrative; 148 arresti e 2.829 deferimenti all’Autorità giudiziaria, oltre alla segnalazione di 13.390 persone all’Autorità amministrativa.

Alle 6.249.380 kg e confezioni di alimenti sequestrati si aggiungono oltre 49.900 confezioni di farmaci e articoli sanitari, per un valore complessivo superiore a 197 milioni di euro, oltre alla chiusura o al sequestro di 1.660 strutture e a 24 milioni di euro di somme contestate.

Numeri che non sono solo statistiche, ma raccontano la difesa concreta della salute di milioni di italiani., oltre alla chiusura o al sequestro di 1.660 strutture e a 24 milioni di euro di somme contestate.

Una parte consistente dell’attività ha riguardato l’area sanitaria e farmaceutica, con controlli mirati su farmacie, depositi, strutture assistenziali e canali di vendita, inclusi quelli online.

Nell’area sanitaria sono state fatte 17.363 ispezioni, 117 arresti e 1.788 deferimenti. In questo ambito sono stati sequestrati 5.925 farmaci e 1.718 dispositivi medici, per un valore di oltre 578 mila euro, e disposte 225 chiusure di strutture.

Nell’area farmaceutica i Nas hanno effettuato 2.845 ispezioni, con 23 arresti, 445 deferimenti e l’oscuramento di 82 siti web, oltre al sequestro di oltre 41.800 farmaci.

Chiude il quadro l’area veterinaria, con 499 ispezioni, 6 arresti, 78 deferimenti e il sequestro di 16.158 capi animali, per un valore che supera i 161 milioni di euro.

Per quanto attiene le attività strettamente connesse con le strutture sanitarie, sotto la lente dei Nas troviamo l’Alpi, l’attività libero-professionale intramoenia svolta nelle 1.119 strutture del Ssn. Sono state accertate criticità su agende di prenotazione, volumi dell’attività libero-professionale, modalità di pagamento, autorizzazioni e misure di prevenzione degli illeciti: 24 le persone denunciate e 435 soggetti segnalati.

Un focus specifico ha riguardato il sistema delle liste di attesa in connessione con le campagne di indagine sull’Alpi, per verificare la corretta erogazione delle prestazioni specialistiche del Ssn, oggetto di una costante attività di monitoraggio/controllo. Nel 2025, infatti, sono stati effettuati complessivamente 1.930 controlli presso direzioni sanitarie, reparti specialistici e Cup, che hanno portato a 9 arresti e 105 denunce all’Autorità Giudiziaria per reati quali truffa, peculato, corruzione, concussione e frode nelle pubbliche forniture, nonché circa 474 segnalazioni all’Autorità Amministrativa.

Anche i servizi medici esternalizzati, i cosiddetti “gettonisti” non sono sfuggiti alle “attenzioni” dei Nas: le verifiche di controllo hanno coinvolto 864 aziende appaltanti ed affidatarie, 669 contratti e 1.123 medici gettonisti, portando a 49 denunce e 39 segnalazioni all’Autorità amministrativa per irregolarità su requisiti abilitanti e relativi controlli, oltre che al rispetto dell’orario di lavoro e alla congruità dei prezzi applicati.

Rispetto ai controlli sulle liste d’attesa, ha commentato il ministro della Salute Schillaci: «In tre anni abbiamo effettuato complessivamente ottomila controlli sul funzionamento dei servizi, sui volumi di intramoenia e sul ricorso ai gettonisti. Da questi controlli sono emersi circa 1.700 casi deferiti all’autorità amministrativa o giudiziaria».
Quanto ai controlli effettuati l’anno scorso, ha riferito Schillaci: «Sono emerse irregolarità come accessi abusivi ai sistemi di prenotazione per modificare illecitamente le agende o agende chiuse per il malfunzionamento del sistema informativo. Solo per l’intramoenia, dai controlli risultano oltre 900 criticità che riguardano in particolare la gestione delle prenotazioni e i volumi di attività in intramoenia superiori al 50 per cento rispetto alle prestazioni che dovrebbero essere garantite a carico del servizio sanitario nazionale. Sono numeri che non mentono, e che emergono da controlli mirati, che abbiamo chiesto ai Nas di effettuare, proprio sulla base dei dati che indicavano un eccessivo ricorso all’intramoenia, ha sottolineato il ministro della Salute, che ha aggiunto: «La Legge è chiara: da oltre un anno dice esplicitamente che le prestazioni di intramoenia non devono superare quelle a carico del servizio sanitario nazionale; e che il cittadino deve ricevere la prestazione anche ricorrendo all’intramoenia, ma pagando solo il ticket o nulla, se esente. Cosa che, a quanto pare, in tante realtà ancora non avviene».

 

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