Il Governo ha varato il Decreto “Prevenzione e contrasto alle manovre speculative sui carburanti” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 marzo.
In considerazione degli effetti economici – si dice nel decreto – derivanti dall’eccezionale incremento
- a) benzina: 472,90 euro per 1000 litri;
- b) oli da gas o gasolio usato come carburante:472,90 euro per 1000 litri;
- c) gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 167,77 euro per mille chilogrammi.
Tradotto: il decreto carburanti prevede un taglio delle accise di 25 centesimi per benzina e diesel e di 12 centesimi per il gpl, per la durata di 20 giorni fino al 7 aprile,14,60 euro in meno per i pieni nei prossimi venti giorni.
Come verrà finanziato il mancato introito? Nel gergo del Decreto si dice all’art. 5 comma a “quanto a 527,4 milioni di euro per l’anno 2026, mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di competenza e cassa di ciascuno stato di previsione della spesa di cui all’Allegato 1”. Tradotto significa che verranno tagliati i finanziamenti ai ministeri e l’Attachment 1 specifica l’importo dei tagli.
Al ministero della Salute verranno tagliati 86 milioni di euro, il terzo taglio per dimensione. E il Ministero della Salute cosa taglierà per trovare 86 milioni?
Veramente sconcertante!
