Novo Nordisk. Un miliardo allo stabilimento di Anagni: a maggio riprende la produzione dei farmaci antiobesità
Il vicepresidente del colosso danese Erik Lorin Rasmussen ha incontrato la direzione dello stabilimento: niente licenziamenti, si riparte con gli antiobesità
Una stretta di mano, qualche ora di colloquio con la direzione e una notizia che ridà speranze a centinaia di famiglie: Novo Nordisk torna a scommettere su Anagni. Ieri, venerdì 27 marzo 2026, Erik Lorin
Una boccata d’ossigeno per un impianto che, negli ultimi mesi, aveva vissuto una stagione tutt’altro che tranquilla.
La doccia fredda dell’estate 2025
Per capire il significato di questa visita, bisogna fare qualche passo indietro. Nell’agosto 2025, lo stabilimento di Anagni aveva subito uno stop improvviso alla produzione del Wegovy — il farmaco a base di semaglutide diventato in poco tempo il simbolo della nuova frontiera nella lotta all’obesità — e si era ritrovato a operare esclusivamente come terzista per Bristol Myers Squibb. Una riduzione drastica, quasi una retrocessione silenziosa per un sito che ambiva a ben altro ruolo nella filiera globale del gruppo.
L’origine di quella frenata va cercata in un intreccio di fattori che, sommati, avevano cambiato radicalmente le prospettive di mercato. L’operazione Catalent — con cui Novo Nordisk aveva acquisito il produttore farmaceutico americano per rafforzare la propria capacità produttiva — si era conclusa nel dicembre 2024, in un momento in cui i farmaci antiobesità andavano letteralmente a ruba. Poi il vento era girato.
Concorrenza, dazi e mercato che cambia
Nuovi concorrenti avevano cominciato ad affacciarsi sul mercato dei farmaci per la perdita di peso, erodendo il vantaggio competitivo che Novo Nordiskaveva costruito con Wegovy And Ozempic. A complicare ulteriormente il quadro erano arrivati i dazi voluti da Donald Trump sulle produzioni farmaceutiche realizzate al di fuori degli United States: una misura che aveva costretto il gruppo danese a una rivalutazione profonda della propria strategia industriale globale.
Il risultato era stato una scelta difficile: dei tre impianti mondiali del gruppo — oltre ad Anagni, one to Brussels in Belgio e uno a Bloomington nell’Indiana — solo quello statunitense aveva continuato le produzioni senza interruzioni. Gli altri due avevano subito una pausa, mascherata con il linguaggio asettico della comunicazione aziendale. «Nell’ambito di una rivalutazione complessiva degli investimenti globali, una parte dell’attività di espansione del sito di Anagni è stata temporaneamente messa in pausa in attesa di un riallineamento strategico», aveva fatto sapere la società al termine di un incontro presso Unindustria Frosinone tra la direzione del sito e le organizzazioni sindacali.
Il rilancio: un miliardo e nessun esubero
Si tratta di un segnale importante non solo per i dipendenti diretti, ma per l’intero indotto produttivo e occupazionale che ruota attorno all’impianto. Anagni, storicamente legata alla vocazione farmaceutica del proprio territorio, torna a guardare al futuro con maggiore fiducia.
Il futuro degli antiobesità
Novo Nordisk rimane il riferimento mondiale nel trattamento dell’obesità, con una pipeline costruita attorno alla semaglutide — un analogo del GLP-1capace di ridurre l’appetito in modo significativo. Accanto al Wegovy, pensato specificamente per la gestione del peso, e al Saxenda (a base di liraglutide), il gruppo può contare sull’uso consolidato di Ozempicnel trattamento del diabete di tipo 2. In fase di sviluppo avanzato c’è anche una formulazione orale ad alto dosaggio, che potrebbe aprire una nuova stagione commerciale per il marchio.
In questo contesto, lo stabilimento di Anagni è destinato a tornare protagonista. La visita di venerdì non è stata una passerella, ma un atto concreto di fiducia in un sito che, nonostante le turbolenze degli ultimi mesi, ha dimostrato di saper reggere la pressione. Ora si volta pagina.
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