In questi giorni è stato pubblicato uno studio Toxicology and Chemistry nel quale si fa riferimento alla permanenza di principi attivi presenti in alcuni antiparassitari ad uso veterinario nell’ambiente.
Lo studio ha preso in esame quattro principi attivi molto utilizzati nei principali antiparassitari soprattutto ad uso interno per valutare l’emivita di queste molecole nelle feci degli animali e quindi la loro persistenza
Vi è da sottolineare immediatamente che la lunga resistenza di questi antiparassitari è proprio il loro punto di forza in quanto riescono a perdurare più tempo nell’organismo dell’animale e quindi ad avere un efficace maggiore soprattutto se consideriamo gli antiparassitari per la cosiddetta sverminazione, o per contrastare la filariosi una gravissima parassitosi che può essere mortale per l’animale se contratta.
Detto questo bisogna anche considerare che queste molecole come altre di sintesi sono le uniche attualmente realmente efficaci contro i parassiti esterni ectobarassiti e interni endoparassiti e che purtroppo i rimedi naturali possono essere come il neem o citronella un coadiuvante che però attualmente non può sostituire queste molecole.
Crearono allarmismo ambientalista di questo tipo rischia di creare un falso problema nei confronti di queste molecole e di rischiare di portare un aumento della farmaco resistenza ai parassiti che peraltro già in atto oltre che a possibili zoonosi.
Bisogna ricordare infine che il benessere degli animali riverbera il benessere dell’uomo se sanno bene gli animali stiamo bene anche noi sia da un punto di vista della salute sia da un punto di vista psicologico.
Paul Pellini
Consulting and Research Quality Control and Pharmacognostic and Cytotoxicological Evaluation of Plant Extracts of Medicinal Plants, Microalgae and Bud Derivatives and Microbiota Research of Medicinal Plants
Rome Italy
E-mail: paolo.pelini@gmail.com
CV: https://dmhomes.academia.edu/PaoloPelini/CurriculumVitae
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