Pharmatraffic, 3 million euros of drugs seized and 19 arrests. Aifa applauds the Nas

Coinvolgimento di una cinquantina di persone, tra farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci per uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico, autotrasportatori

Si basava anche su fatture e operazioni false e un organigramma strutturato, composto di diverse figure, ciascuna con il suo ruolo, il maxi traffico di farmaci, ad alto costo, rubati in Italia che venivano immessi nel mercato internazionale e che ha visto il coinvolgimento di una cinquantina di persone, tra farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci per uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico, autotrasportatori di Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia.

A metterlo in luce l’indagine Pharmatraffic, partita nel 2011, che ha portato qualche giorno fa all’arresto di 19 persone (6 in carcere e 13 agli arresti domiciliari), al sequestro di circa 3 milioni di euro di farmaci e, in via preventiva, di beni mobili, immobili, titoli e conti correnti per oltre 23 milioni di euro. Un traffico che aveva come base principalmente la Lombardia, ma anche Liguria, Sicilia, Calabria, Toscana e Campania, e alcuni Paesi esteri.

Sull’operazione arriva il plauso di Luke Pani, direttore generale Aifa che in una nota scrive: «Questa operazione, indubbiamente di estrema complessità, in considerazione dell’estensione internazionale e dell’elevato numero di persone coinvolte riveste un valore rilevante e dimostra, ancora una volta la capacità di una forza di polizia come i NAS di garantire costantemente la tutela della salute dei pazienti, non solo a livello nazionale ma anche europeo.

Da un punto di vista tecnico infatti i farmaci oggetto di riciclaggio non offrono alcuna garanzia in termini di qualità e sicurezza: la non adeguata conservazione solo per fare un esempio, potrebbe infatti comprometterne l’efficacia terapeutica, con ricadute estremamente gravi per i pazienti». Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, aggiunge che l’operazione «non fa altro che testimoniare la necessità di accelerare, in ambito europeo e nazionale, ogni azione in grado di contrastare tali fenomeni».

Francesca Giani – Venerdì, 03 Aprile 2015 – Doctor33

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Pharmatrafic, Federfarma Servizi: distruggere farmaci rubati, usciti dal canale ufficiale

Il traffico di farmaci è un grave reato nei confronti di quelle strutture, come i distributori intermedi, a cui i medicinali vengono rubati, ma soprattutto un delitto contro la vita umana poiché non si conoscono le condizioni di conservazione riservate a questi farmaci che andrebbero per questo distrutti. Con queste parole Federfarma Servizi plaude all’operazione Pharmatrafic condotta dai Nas di Milano che ha portato alla luce un maxi traffico di farmaci, ad alto costo rubati in Italia e immessi nel mercato internazionale, basato su fatture e operazioni false e su diverse figure, ciascuna con il suo ruolo, tra cui farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci per uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico. Secondo il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone le condizioni di conservazione riservate dei farmaci sono «elementi dai quali dipende la salute dei medicinali e di chi li assume, ed essendo quelli rubati usciti dal canale ufficiale della distribuzione, l’unico che possiede le caratteristiche per tutelare la salute pubblica ed è sottoposto ad attenti controlli a garanzia del sistema farmaceutico, sono prodotti che andrebbero distrutti». Federfarma Servizi, si legge nella nota, «sta insistendo da tempo – non ultimo il suo intervento in tal senso al Tavolo convocato dal Mise sulla farmaceutica – affinché si strutturi un efficace ed efficiente meccanismo di piena tracciatura dei farmaci attraverso il quale si possano individuare pericolose uscite dai canali distributivi autorizzati, come quella abilmente intercettata dai Nas».
Quanto emerso con l’operazione Pharmatrafic rappresenta, secondo Mirone, la conferma che «il dialogo costruttivo attualmente in corso tra i soggetti pubblici competenti e la filiera del farmaco rappresenti una importante occasione per rafforzare una rete della salute a tutela dei cittadini e di chi quotidianamente svolge un servizio pubblico di assistenza farmaceutica».

 Simona Zazzetta – Sabato, 04 Aprile 2015 – Farmacista33

 

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