Un campo, quattro squadre, un solo grande cuore: il “Torneo della Solidarietà AIISF” per il Meyer

Venerdì 17 ottobre 2025 resterà una data speciale per chi c’era. È stata una serata di sport, sì, ma soprattutto di condivisione, impegno e umanità. A Firenze, la sezione Toscana Centro dell’AIISF ha organizzato la prima edizione del Torneo della Solidarietà, un evento riconosciuto ufficialmente come iniziativa benefica a favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer.

Un centinaio di persone, tra pubblico e partecipanti, hanno scelto di esserci. Di esserci con il cuore, prima ancora che con la presenza.

In campo si sono sfidate quattro squadre, diverse tra loro ma unite dallo stesso spirito:

Ma quella di venerdì non è stata solo una partita. È stato un gesto. È stato dire: noi ci siamo.

Il presidente della sezione, Francesco Muto, ha aperto la serata con parole di gratitudine e ha annunciato con emozione il sostegno dell’AIISF Nazionale, presente simbolicamente attraverso il consigliere Devid Ferrando, e della FEDAISF, che ha generosamente coperto l’intero contributo minimo necessario alla realizzazione dell’evento.

A rendere ancora più potente il messaggio della serata, l’intervento toccante di Carmine Minicucci, referente operativo dell’iniziativa:

“Quando si fa qualcosa per i bambini del Meyer, anche se è solo una goccia nel mare, dobbiamo esserne fieri. Perché ogni gesto, ogni piccolo passo, riaccende quell’umanità profonda che troppo spesso si perde nella frenesia del nostro vivere quotidiano.”

E in effetti, è successo qualcosa di straordinario. Perché oltre alla competizione, oltre alla beneficenza, è nato un legame. Una rete fatta di persone che hanno scelto di fare squadra, davvero.

Grazie a chi ha giocato, a chi ha applaudito, a chi ha creduto. Perché venerdì sera non abbiamo solo tirato calci a un pallone. Abbiamo fatto qualcosa di bello. Insieme.

Il risultato più bello? La solidarietà. Ma anche il campo ha parlato.

A completare una serata già carica di emozioni, ci ha pensato lo spirito sportivo dei partecipanti, che ha regalato momenti di grande entusiasmo e divertimento.

Questi i risultati delle partite:

There finalissima ha visto affrontarsi SYNLAB And New ISF in una sfida intensa, combattuta fino all’ultimo respiro. Dopo un pareggio per 2 a 2 nei tempi regolamentari, sono stati i calci di rigore a decretare la vincitrice: SYNLAB, che ha sollevato il trofeo con un punteggio finale di 4 a 1 dal dischetto. Ma più che il risultato, a vincere è stato lo spirito di squadra, la voglia di esserci e di fare la differenza insieme.

Per chi desidera aggiungere la propria goccia a questo mare di solidarietà, la raccolta fondi per il Meyer resterà aperta fino alla fine del mese. Ogni contributo è importante e può essere versato sul conto corrente dell’associazione. Perché aiutare, anche con poco, significa esserci. Ancora una volta!

IBAN: IT51W0306909606100000184822

INTESTATARIO: Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco Sezione Toscana Centro

CAUSALE: AIISF per il MEYER


Note:

Grazie agli eventi solidali di raccolta fondi, la Fondazione Meyer garantisce il sostegno ai progetti dell’Ospedale Pediatrico.

Un evento solidale è molto più che una semplice raccolta fondi: è il coinvolgimento di tante persone e  l’unione di tante forze per far sì che la ricerca scientifica sia sempre una priorità, che le attrezzature tecnologiche e scientifiche siano all’avanguardia, che le famiglie in arrivo da lontano possano avere alloggio e che i bambini in ospedale si sentano come a casa.

Il Meyer fu fondato nell’anno 1884 da un gruppo di nobili signore fiorentine e numerosi rappresentanti della “colonia straniera”, che  ebbero l’idea di fondare un ospedale per i bambini poveri. Sino ad allora il “fanciullo” era considerato come un adulto e senza distinzione di ricovero. Fu inaugurato nel 1891

Un apporto finanziario cospicuo e decisivo per la fondazione dell’Ospedale fu portato dal Commendator Giovanni Meyer, gentiluomo russo, residente a Firenze, nominato poi Marchese di Montagliari, al quale stava a cuore il desiderio espressogli in vita dalla defunta moglie Anna, nata Fitzgerald, che desiderava venisse fondato a Firenze un ospedale, nel quale potessero essere accolti i bambini ammalati, specialmente quelli affetti da deformità congenite ed acquisite.

Il commendatore Giovanni Meyer ha dedicato alla moglie Anna Meyer, precocemente deceduta a 32 anni, l’ospedale pediatrico donandolo poi alla città.

Oggi l’ospedale pediatrico di Firenze è un punto di riferimento italiano e internazionale per la cura, la ricerca e l’assistenza dei bambini, tenendo fede – a distanza di oltre centotrenta anni – a quell’atto altruistico da cui tutto ha avuto inizio in quel lontano 1891.

 

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