AL CAPEZZALE DEL FARMACO

Si è aperta ieri a Roma la prima seduta di quello che è stato battezzato il tavolo per il rilancio del settore farmaceutico. Ad aprire i lavori è stato il confronto con Farmindustria, Assogenerici e ANIFA. In verità le prime proposte sono state rivelate da un articolo del Sole 24 ore e sono state quelle dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Tra le indicazioni, un cambiamento per il tetto di spesa, che andrebbe calcolato considerando non solo la spesa convenzionata, ma anche quella coperta dai ticket e quella indotta dalla distribuzione diretta.

La piattaforma dell’Aifa prevede sei punti:

  1. la garanzia dell’unicità del sistema e dell’accesso ai farmaci;
  2. la stabilità del sistema;
  3. l’incentivazione degli investimenti in R&S;
  4. la regolazione e qualificazione della domanda;
  5. l’efficienza del sistema regolatorio;
  6. la competitività del mercato e un forte sviluppo del settore dei generici.
C’è poi la già citata novità del tetto unico. La novità più vistosa, peraltro già collaudata nell’ultima Finanziaria, è il ricorso al pay back a carico delle industrie verso le Regioni in caso di superamento della spesa programmata. "Abbiamo modificato il taglio dei prezzi dei farmaci, che abbiamo trasformato in un ritorno in solido direttamente dalle aziende per la cifra di competenza di ciascuna di esse. Un passaggio molto importante perché si avvia un provvedimento di ripiano della spesa senza toccare il prezzo" ha dichiarato  ieri il direttore generale dell’AIFA Nello Martini, dopo un’audizione in Commissione Sanità del Senato. Quello del pay back "è stato un passaggio molto importante, in applicazione della Finanziaria – ha aggiunto Martini – che consentirà, non toccando i prezzi, di costruire una nuova piattaforma sui farmaci e sul sistema dei prezzi". Quindi, per il futuro l’AIFA non discuterà più con l’industria produttrice il prezzo del singolo farmaco, ma si andrà a una sull’intero portafoglio di prodotti di ciascuna impresa, escludendo dalla negoziazione per 2-3 anni i farmaci orfani e le nuove entità chimiche. E’, in buona sostanza, il sistema britannico: oltremanica le case contrattano quanto fattureranno globalmente al Servizio sanitario, ripartendo l’utile sui diversi prodotti nel modo giudicato migliore. Nella proposta dell’AIFA anche il rilancio degli accordi di programma con un premio di prezzo (premium price) e l’annuncio di un bando nazionale entro il primo semestre del 2007 sugli investimenti in R&S di ciascuna azienda, con la previsione che il finanziamento di 100 milioni per il premium price possa generare un incremento di investimenti pari a un miliardo di euro nel triennio. Restano fermi il più stretto controllo dell’ appropriatezza delle prescrizione e di convegni e mini-meeting.

Dopo le audizioni dell’industria, saranno ascoltati i distributori e i medici. Ma per la proposta finale del Governo bisognerà attendere il confronto con tutti gli attori della filiera del farmaco. Intanto dall’opposizione viene un primo commento. Secondo Cesare Cursi, vicepresidente della Commissione Igiene e sanità del Senato "la difficile situazione che sta attraversando il settore dell’industria farmaceutica – si legge in una nota – richiede certezze operative e un quadro di riferimen