Allarme governo, se il farmaco contro l’epilessia costa 100 euro in più…

Spending review, tagli e controtagli, l’inflessibile Bondi a governare la sanità. Ma la realtà è un’altra cosa e i professori del governo sembrano non rendersene conto. Un farmaco contro l’epilessia passa da un ticket ordinario di pochi euro – anche nessuno per i malati cronici esenti – a cinquanta o cento euro. Eppure si tratta di sostanze fondamentali che garantiscono la sopravvivenza dei pazienti. Un atto dunque che ha del criminoso da parte del mondo farmaceutico che sta mettendo a dura prova le persone affette da piccolo e grande male. C’è a disposizione un farmaco generico, ma assumerlo è un rischio. “Per chi ha raggiunto il controllo delle crisi – si legge in una nota ufficiale della Lega – o il miglior equilibrio possibile, il cambiare il farmaco, sia esso di marca o generico, è una violenza ingiustificata, un assurdo attentato alla salute ed una mercificazione della salute. L’equivalenza tra i farmaci, in questa condizione patologica, non la si ha neppure tra gli stessi generici e la revisione della spesa non può essere cancellazione dei diritti costituzionali”. Su questo tema, Roberto Michelucci, presidente della Lega italiana contro l’epilessia ha scritto un appello al Ministro della Salute Renato Balduzzi e a tutti i presidenti delle Regioni italiane (Caldoro, Vendola e Lombardo inclusi) finora senza risposte.

 

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