BRUNETTA: “DAL 2009 ON LINE I RISULTATI DEI CHIRURGHI”

«La misura riguarderà anche prof e funzionari» Il ministro: «Stop ai macellai». Protestano Ordine dei medici e sindacati, plaude il Tribunale del malato UMBERTO VERONESI IL SINDACATO DEGLI "OSPEDALIERI" «Ma bisogna considerare anche la struttura in cui il medico opera» «Più trasparenza? Allora si renda noto anche l’orario di lavoro dei medici»

ROMA – Questa volta il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta punta il dito contro i medici. I chirurghi, per l’esattezza. Dice che sono dei «macellai» e che la pubblicazione dei loro curricula insieme ai risultati professionali (lo "score" professionale), dal prossimo anno, potrà evitare che «ammazzino». I medici fanno fronte e insorgono anche se, tra le fila, non manca chi palude il ministro. Forse, alzeranno la voce anche gli insegnanti dal momento che, molto presto, anche per loro si penserà a mettere on line la storia lavorativa. «Sconforto e preoccupazione» arriva dall’Ordine dei medici. «La politica della trasparenza va comunicata senza eccessi di demagogia nei toni e negli approcci, per affrontare con serietà queste ed altre questioni, evitando il ricorso al truculento e sensazionale. Il ministro, comunque, sappia che il confronto pubblico dei curricula e delle casistiche operatorie è un dato universalmente considerato opinabile». Umberto Veronesi è d’accordo con il ministro anti-fannullani ma pone dei distinguo e dà suggerimenti per aiutare i pazienti a "capire" meglio la professionalità di chi lo porterà in sala operatoria: «Un chirurgo può essere bravissimo, ma se opera in una struttura poco organizzata oppure organizzata alla vecchia maniera il rischio per il paziente di non avere un buon trattamento resta». Come dire che il lavoro di tutti i giorni perché sia un buon lavoro, oltre alle pubblicazioni, vuole «esperienza, intuito competenza, intelligenza». E cuore. Chi sta sempre dalla parte del cittadino come "Cittadinanzattiva" plaude senza riserve. Viene giudicata una proposta ottimale. Avanti, si proceda. «Si presti però attenzione all’umanità delle cure – commenta Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva -. E questa può essere valutata con gli strumenti che da anni abbiamo messo in campo con il Tribunale per i diritti del malato». Rilancia il più rappresentativo sindacato degli ospedalieri, l’Anaao. Si vogliono rendere trasparenti le competenze professionali come già accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna? «Bene – incalaza Carlo Lusenti segretario nazionale – allora si rendano noti anche l’orario di lavoro e l’effettivo impegno che ogni medico dedica alla professione». E così, si torna al controllo nel pubblico: alla presenza in corsia e in sala operatoria, alla produttività, al livello di mortalità di un reparto, al turn over nei letti, ai tempi di degenza. Non solo nei libri contabili delle amministrazioni delle Asl ma nelle cartelle cliniche, nella verifica di chi riesce a salvare più pazienti, nel confronto tra i diversi centri.

Il Messaggero del 18/09/2008 , articolo di CARLA MASSI  ed. Nazionale  p. 12

af

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