Condanne ai chirurghi del Santa Rita

In relazione alla condanna a lunghe pene detentive comminata in primo grado a quei chirurghi rei, secondo la Corte, di aver effettuato, a solo fine di lucro, inutili interventi chirurgici causando persino il decesso di ignari pazienti, l’Associazione degli Informatori Scientifici AIISF/Un.ISF ribadisce, ancora una volta, la necessità di tutelare il bene primario della salute umana ponendola al riparo da comportamenti egoistici finalizzati all’arricchimento personale.

In un momento in cui la vera informazione scientifica sul farmaco viene inquinata da una informazione commerciale, si chiede al legislatore la costituzione di un Albo Professionale degli ISF a tutela di una informazione etica, svincolata da condizionamenti commerciali a garanzia delle reali esigenze del malato.

Si chiede inoltre di provvedere a rendere fruibili gratuitamente quei presidi sanitari, anche non farmacologici, ma indispensabili in certe patologie, il cui costo è attualmente a carico dei malati cronici.

 Patrizio Mondì

 


 

Sanità/ S.Rita, sentenza colpisce intera equipe non solo Brega

Pm soddisfatti, pronta richiesta processo 5 casi di omicidio

In procura a Milano c’è soddisfazione per la sentenza che ha concluso il processo di primo grado per lo scandalo della clinica Santaa Rita. In attesa del deposito delle motivazioni, la condanna del pricipale imputato Pier Paolo brega Massone a 15 anni e 6 mesi di reclusione contro i 21 anni della richiesta dei pm viene spiegata con la scelta dei giudici di non far apparire l’ex primario di chirurgia toracica con una responsabilità eccessivamenmte spropositata rispetto a quella degli altri colleghi. Le pene inflitte agli "aiuti" di Brega, 10 anni a Fabio Presicci e 6 anni e 9 mesi a Marco Pansera, potrebbero significare la certezza che Brega da solo non era in grado di gestire la lunga serie di interventi inutili, dannosi per la salute dei pazienti e "necessari" esclusivamente solo per gonfiare i valori dei rimborsi dal servizio sanitario nazionale. A supporto di questa lettura c’è anche la circostanza di condanne abbastanze alte per chi era imputato solo di truffa. Dunque c’era un terreno fertile affinchè Brega agisse. Per Brega comunque i guai giudiziari non sono finiti. La procura infatti sta per chiudere il troncone di indagini ancora aperto e per chiedere un altro rinvio a giudizio. Questa volta per omicidio volontario in relazione ai casi di cinque pazienti operati solo a scopo di lucro e deceduti in seguito alle conseguenze di operazioni assolut