Educazione sui farmaci: difficile trovare un metodo

L’educazione multimediale sui farmaci è più efficace dell’addestramento non standardizzato fornito dal personale sanitario come parte della normale terapia? Ecco il quesito cui vorrebbe rispondere una revisione Cochrane realizzata da un gruppo di ricercatori australiani e coordinata da Rachelle Buchbinder, professore di epidemiologia clinica della Monash university a Clayton, Australia. «Per migliorare le conoscenze dei pazienti sulle prescrizioni e la loro capacità di autogestirsi, l’educazione multimediale sembra essere almeno equivalente ad altre forme di istruzione, incluse quelle scritte e quelle fornite da medici o infermieri» sottolinea l’epidemiologa osservando però che i risultati della revisione si basano su dati spesso di bassa qualità e provenienti da un piccolo numero di studi. «Ecco perché l’addestramento multimediale può essere per ora solo considerato un’aggiunta ai normali trattamenti: non ci sono ancora prove sufficienti per sostituirlo alle istruzioni scritte o a quelle date dagli operatori sanitari. L’unico caso in cui le informazioni multimediali sui farmaci possono essere considerate una vera e propria alternativa a quelle fornita da un professionista della salute è in quei contesti dove quest’ultima non è fattibile» dice Buchbinder. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori australiani hanno esaminato i database biomedici selezionando 24 studi, per un totale di 8.112 partecipanti. Ma la raccolta dei dati e dei parametri di efficacia necessari alla metanalisi è risultata eterogenea, impedendo valutazioni approfondite. «Le conclusioni circa l’effetto globale dell’educazione multimediale sono stati fortemente limitate dalla carenza di informazioni fornite dagli autori degli studi sul tipo di interventi educativi, e dalla variabilità nei loro contenuti» spiega l’epidemiologa, rimarcando la necessità di ulteriori ricerche volte a identificare i indicatori di risultato comuni da utilizzare in sede di valutazione degli interventi educativi sui pazienti. «La ricerca futura dovrebbe basarsi su misure di efficacia coerenti, affidabili e validate, così da permettere i confronti tra gli studi» conclude Buchbinder.

Cochrane Database Syst Rev. 2013 Apr 30;4:CD008416

Martedì, 14 Maggio 2013 – Doctor33

 

 

Exit mobile version