3 FAMILY DOCTORS OUT OF 4 DISSATISFIED WITH SCIENTIFIC INFORMATION

Roma, 8 ott. (Adnkronos Salute) – Sonora bocciatura per l’informazione scientifica offerta dalle aziende ai medici di famiglia, ‘respinta’ sia sulla quantità che sulla qualità. Oltre 3 camici bianchi su 4 (circa 77%) è insoddisfatto. Con un dato in crescita dell’1,3% rispetto al 2007, quando era al 75,6%. In aumento, in particolare, i professionisti che non sono ‘mai’ o ‘raramente ‘ soddisfatti, oggi al 24,%, contro il 23% del 2007. Mentre la stragrande maggioranza, quasi l’80%, è convinta che l’informazione scientifica deve cambiare. A ‘misurare’ il gradimento dei medici di famiglia la seconda indagine promossa dal Centro studi nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), realizzata su un campione di 800 medici rappresentativo dell’intero settore. I dati, messi a confronto con quelli dell’analoga ricerca dello scorso anno, saranno discussi domani durante la tavola rotonda ‘Il ritardo dell’informazione scientifica’, all’interno del congresso nazionale della Fimmg, in corso a Villasimius (Ca). Piace sempre meno ai medici il metodo più utilizzato dalle aziende farmaceutiche, quello del contatto diretto con gli informatori scientifici del farmaco(Isf). E a gradirlo meno, rispetto al passato, sono i medici che si classificano tra i più insoddisfatti a livello generale: tra i medici della categoria soddisfatto ‘raramente’ e ‘mai’ si passa da un’insoddisfazione per gli Isf del 18,3% del 2007 al 20,2% del 2008 (+1,9%). Aggiungendo la categoria soddisfatto ‘a volte’, il mancato gradimento, pur più rilevante percentualmente, non è aumentato di molto: passa dal 68,9% del 2007 al 69,4% del 2008, con un aumento più attenuato, pari allo 0,5%. Si confermano anche le difficoltà organizzative, sentite molto dal medico che comunque sta fronteggiando meglio il problema: cresce infatti del 4,6% chi riceve gli Isf solo per appuntamento, 42,3% del 2008 contro 37,7% nel 2007. Diminuisce, quindi, la percentuale chi li riceve tra una visita e l’altra, dal 37% al 30,8%. Ma soprattutto diminuisce significativamente, del 6% circa, il numero degli Isf ricevuti dai medici. Se circa il 51% dei medici riceveva in un mese oltre 20 Isf, oggi la percentuale di questi camici bianchi scende a 45,3%. Un dato che – secondo lo studio Fimmg – sembrerebbe confermare, insieme al disagio organizzativo, anche la percezione di uno scarso valore aggiunto, se per circa l’80% del campione rimane stabile la richiesta di una maggiore competenza specifica da parte dell’informatore medico-scientifico sulla medicina generale e sulla realtà territoriale in cui il medico opera. La competenza scientifica dell’Isf rimane, con un trend in crescita, la caratteristica più importante di questi operatori secondo il 63% medici di famiglia (era il 60% nel 2007). Ma il giudizio negativo dei medici – si precisa nello studio – è sullo strumento e non sulle persone o sulla categoria. Si conferma infatti la scarsa importanza attribuita dal medico al brand farmaceutico rappresentato dall’Isf, solo il 9,4% (era l’8,4% nel 2007) attribuisce importanza a questo elemento, mentre cresce d’importanza il rapporto personale con l’Isf, oggi per il 69,2% dei medici (era il 67,9% nel 2007). Dal confronto dei dati 2007-2008 emerge un dato particolare: l’allargamento delle differenze tra medici-donna e medici-uomo rispetto alle caratteristiche che maggiormente contano nel profilo dell’informatore. Le donne-medico, per il 69,7% – contro il 61,8% degli uomini – badano alla sostanza, privilegiando l’importanza della competenza degli Isf rispetto al rapporto personale, con un 52,5% per le donne contro un 73% degli uomini. In ogni caso si conferma – con una lieve diminuzione – che per la stragrande maggioranza dei medici di famiglia (il 79,2%) l’informazione scientifica del farm

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