Alfasigma. Mille lavoratrici e lavoratori firmano una lettera aperta alla proprietà

Mille lavoratrici e lavoratori di Alfasigma da tutti i siti italiani del Gruppo – da Bologna a Milano, da Pomezia ad Alanno, inclusi Biosint e Sofar – hanno sottoscritto una letter aperta indirizzata alla Proprietà e alla Famiglia Golinelli, che viene oggi resa pubblica.

La lettera nasce in un contesto di forte preoccupazione per il clima aziendale e per l’andamento del confronto sul rinnovo dell’accordo integrativo, che ha già portato allo stato di agitazione e a una giornata di sciopero nazionale.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono un intervento diretto della proprietà per ristabilire un confronto chiaro sul futuro industriale e sociale del Gruppo, sulle scelte organizzative e sulle condizioni di lavoro.
Si tratta di una richiesta di ascolto e di responsabilità in una fase decisiva per il futuro di un’azienda che ha radici profonde nel territorio bolognese e nel sistema farmaceutico.

Le organizzazioni sindacali Filctem, Femca e Uiltec e la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici ribadiscono la disponibilità a un confronto serio e trasparente, ma ritengono necessario un segnale chiaro da parte della proprietà per ricostruire un clima di fiducia venuto a mancare.

Comunicato stampa – 27 febbraio 2026


Lettera aperta Alfasigma

Alla Proprietà di Alfasigma
alla Famiglia Golinelli

Noi del sindacato Filctem Femca e Uiltec, noi RSU, noi lavoratrici e lavoratori di Alfasigma, scriviamo questa lettera apertamente, con rispetto e senso di responsabilità, perché riteniamo che in questa fase delicata della vita del Gruppo sia necessario ristabilire un confronto chiaro e diretto su ciò che Alfasigma è stata, è oggi e vuole diventare domani.

Negli ultimi mesi si è aperta una distanza evidente tra l’azienda e la sua popolazione interna. Non si tratta di una percezione isolata o di una lettura sindacale: il clima aziendale, confermato anche dalle recenti indagini interne, segnala un diffuso senso di disaffezione, preoccupazione e pessimismo che attraversa ruoli, funzioni e territori. Questo dato, da solo, dovrebbe interrogarci tutti.

Alfasigma ha una storia industriale e sociale importante, profondamente radicata nei territori in cui opera. La fusione che ha dato vita all’attuale Gruppo è stata un processo complesso, che negli anni ha richiesto impegno, mediazione e responsabilità condivisa. Molto è stato fatto, ma non tutto è stato completato. Oggi abbiamo la sensazione che il clima attuale rischi di rimettere in discussione equilibri costruiti con fatica, riportando indietro un percorso che avrebbe invece bisogno di essere consolidato.

Sappiamo che il Gruppo sta lavorando a una strategia di sviluppo e di internazionalizzazione orientata a prodotti a maggiore valore e redditività. È una scelta ambiziosa, che richiede competenze elevate, coinvolgimento, fiducia e capacità di attrarre e trattenere professionalità qualificate. Proprio per questo, le scelte che incidono sull’organizzazione del lavoro, sulle flessibilità e sull’equilibrio tra tempo di vita e tempo di lavoro non possono essere considerate marginali o puramente gestionali.

La riduzione delle giornate di lavoro agile, così come l’assenza di segnali qualitativi sul fronte delle risorse economiche messe a disposizione per il PdP, per i diritti e condizioni di lavoro nei diversi siti italiani, inclusi Biosint e Sofar così come dalla Field Force, viene vissuta da molte persone come un arretramento culturale e sociale e non come una necessità industriale. Il lavoro flessibile nello specifico non è un privilegio: è uno strumento di fiducia reciproca, di modernità organizzativa, di attrattività per un’impresa che guarda ai mercati internazionali.

Il confronto sul rinnovo dell’accordo integrativo aziendale si è inserito in questo contesto già fragile, accentuando distanze che hanno portato allo stato di agitazione e allo sciopero. Non era un esito desiderato, ma un segnale di allarme. Un segnale che dice che il dialogo, come si è sviluppato, non ha funzionato.

In questo quadro, ciò che più preoccupa è la percezione diffusa di non sapere quale sia il pensiero della proprietà rispetto a quanto sta accadendo. Conosciamo la storia della Famiglia Golinelli, il suo legame con Bologna, il valore attribuito nel tempo alle relazioni sociali e al ruolo dell’impresa nella comunità. È anche per questo che facciamo fatica riconoscerci nel clima che oggi si respira in azienda.

Questa lettera non nasce per contrapporre, ma per chiedere ascolto. Non per delegare, ma per responsabilizzare. Crediamo che un intervento della proprietà possa aiutare a ricostruire un quadro di fiducia, a rimettere al centro le persone e a riallineare le scelte organizzative con i valori che Alfasigma ha sempre dichiarato di rappresentare.

Vi chiediamo di guardare a questa fase non come a un conflitto da gestire, ma come a un passaggio decisivo per il futuro del Gruppo. Le lavoratrici e i lavoratori di AlfaSigma vogliono continuare a dare il proprio contributo con professionalità, competenza e senso appartenenza. Per farlo, hanno bisogno di riconoscimento, coerenza e prospettiva.

Questa lettera è aperta alla sottoscrizione di tutte le persone che lavorano nei siti e nelle sedi di Alfasigma, da Milano a Bologna, da Pomezia ad Alanno, in Biosint e in Sofar, perché il futuro dell’azienda riguarda tutti, nessuno escluso.

.Filctem Femca Uiltec


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