Medicines: Snami, we will ask for an 'orange book' in the new government

Roma, 2 gen. (Adnkronos Salute) – "Ci rivolgeremo alla classe politica che verrà eletta tra qualche mese per mandare avanti rivendicazioni ‘targate’ Snami: l’istituzione dell’orange book, ossia il registro di intercambiabilità dei farmaci" e un impegno per "rinsaldare, eliminando alcuni ostacoli ancora presenti, tutti i percorsi necessari perchè la prescrizione dei medicinali sia esclusivamente un atto medico, mai delegabile, sempre nel supremo interesse del Paziente, anche se con un occhio a evitare gli sprechi". E’ quanto riporta una nota del Sindacato nazionale autonomo medici italiani.

Per lo Snami, "le Istituzioni", modificando la legge sulla prescrizione con principio attivo, introducendo la possibilità di indicare in ricetta il nome commerciale del farmaco, "hanno preso atto che la ‘vecchia’ legge spending review, entrata in vigore il 14-08-12, aveva creato una situazione inaspettata e non voluta. Infatti pare che il legislatore non volesse creare un momento di cambi facilitati anche delle vecchie terapie croniche, ma solo far aggiungere il principio attivo nelle nuove terapie, nei nuovi pazienti, sul ricettario rosa e solo per i farmaci scaduti di brevetto con farmaco equivalente in commercio".

"Si è di fatto creata – evidenzia Angelo Testa, presidente Snami – una situazione inaspettata e spiacevole che il nostro sindacato ha denunciato: serio rischio per la libera scelta in tema di prescrizione, possibili problemi per la salute del paziente che spesso si è visto cambiare il colore delle scatole dei medicinali e la forma delle compresse con conseguente confusione nell’assunzione della terapia cronica abituale. Oltre a ciò si sono creati i presupposti per il rischio di circa 60.000 posti di lavoro di un settore trainante", quello farmaceutico. "Il tutto, anche questo ribadito a gran voce – continua Testa – senza che lo Stato di fatto risparmiasse un solo euro. Se verrà colto appieno lo spirito di questo nuovo provvedimento, ovvero la difesa delle scelte del medico delle terapie abituali del paziente e l’aggiunta del principio attivo solo per i casi suddetti, forse vedremo un futuro più costruttivo per tutti".

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