La Giornata nazionale della legalità, celebrata ogni anno il 23 maggio, è una ricorrenza civile di grande valore simbolico e morale in Italia, dedicata alla memoria delle vittime della mafia e alla promozione dei principi di giustizia, rispetto delle regole e lotta alla criminalità
La Giornata nazionale della legalità è stata istituita ufficialmente nel 2002 dal Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
In questa occasione, il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha scritto in un comunicato dell’Ordine:
“La salute – afferma Rings– è forse il luogo più delicato nel quale si misura il rapporto tra mercato, diritti e democrazia. Quando la competizione economica diventa l’unico criterio organizzativo, il rischio è che la persona venga ridotta a prestazione, il paziente a costo, la cura a mercato. Ed è proprio qui che la soglia della legalità incontra la soglia dell’etica. Perché non tutto ciò che è economicamente conveniente è socialmente giusto”.
“La legalità - explains - non può essere intesa soltanto come adempimento formale di una norma. Nella nostra democrazia costituzionale, la legge trova il suo significato più alto quando rende effettivi i principi della Costituzione: la dignità della persona, l’eguaglianza sostanziale, la tutela della salute. Per questo rispettare le regole significa anche custodirne la finalità: proteggere le persone, garantire diritti, impedire che il più fragili resti solo davanti al potere economico, amministrativo o criminale”.
“La legalità – he concludes Rings – non coincide soltanto con il rispetto formale delle norme. È la capacità delle istituzioni di rendere effettivi i diritti fondamentali. E tra questi diritti, la salute occupa un posto essenziale.
Mentre l’industria cresceva divenne sempre più chiaro il potenziale conflitto etico di guadagnare vendendo prodotti legati alla salute. George Merck si espresse sul tema nel 1950: “We should never forget that medicine is for people. It's not for profits. Profits come as a result, and if we remember this lesson, they won't stop being there. The better we remember it, the greater the profits”. This industry involving the "public" required oversight, and drug regulations required by governments on both sides of the Atlantic increased.
Oggi la professione dell’informatore scientifico è fra le più regolamentate che esistono ma se non c’è nessun controllo è come se i regolamenti non esistessero.
Proprio per questo nacque l’esigenza di istituire un Albo e un Ordine degli Informatori scientifici.
On April 9, 1965 the‘On.le De Maria (DC) presents in Parliament the first bill (proposal n.2256), che prevede l’istituzione di un albo dei “collaboratori scientifici”. Il disegno di legge che istituisce un Albo degli informatori scientifici sarà presente in tutte le legislature successive, compresa l’attuale.
Gli Informatori Scientifici costituiscono per il medico una fonte costante e insostituibile di aggiornamento professionale. Ognuno di essi, nel proprio ambito di competenza, è un esperto in grado di fornire
È pertanto fondamentale che questa funzione sia riconosciuta, rispettata e valorizzata.
L’informazione scientifica è un’attività con valore pubblico e rilevanza sociale.
Le aziende devono perseguire attraverso i propri informatori una “sana” concorrenza nel settore farmaceutico (che deve basarsi su qualità e prezzo) senza con questo aumentare lo sperpero e quindi, in ultima analisi senza danneggiare tutti noi, come cittadini e potenziali fruitori del servizio.
A figure of the ISF outlined in this way needs rigorous control which can only be exercised by a specific professional order placed "under the high supervision of the Ministry of Health" which on the one hand protects the Members and on the other, precisely through the defense of professionalism, protect the community.
E anche le aziende guadagnerebbero in credibilità, autorevolezza e prestigio.
