The bubbles on the isf

 

 

Cari colleghi in questi giorni avevo già scritto un mio intervento riguardo all’articolo apparso su Pharmakronos del 14 Settembre 2010, ripreso da alcuni siti del settore. Con grande stupore sempre su Pharmakronos in data 17 Settembre 2010 trovo un nuovo articolo sulla falsa riga di quello già precedentemente commentato.
Debbo dire chele mie perplessità sono ancora più aumentate, visto i contenuti dello stesso e delle continue forti imprecisioni già messe in luce ed in esso ancora presenti. Tale nuovo articolo, come quello già visto è a mio parere fortemente fuorviante ed impreciso.
Vediamone insieme alcuni punti:
Secondo il Dottor Errani, esperto del settore esisterebbero nel settore farmaceutico due figure sconosciute a chi da anni ci lavora. Esse sarebbero il product specialist e l’informatore commerciale.
Cerchiamo di capire meglio chi è Boris Errani. Da una ricerca su internet scopriamo che il Dottor Errani è laureato in legge a Torino nel periodo 1991- 1999 e si occupa di Risorse Umane avendo conseguito inoltre un master di tre anni nel periodo 2001 -2003 su tale ramo. Ora dopo una esperienza di 6 anni in ruoli quali  Branch e Area Manager presso due aziende non del settore farmaceutico è divenuto Responsabile Pharma presso la GI Group Spa ove dal 2007 si occupa di guidare un team di persone specializzate nella fornitura di servizi di risorse umane per le aziende farmaceutiche italiane.
Debbo ribadire che il product specialist e l’informatore commerciale sono due figure inesistenti nelle leggi italiane,europee e regionali riguardanti l’informazione scientifica dei farmaci .
 La legge 219/06 è estremamente chiara perché essa individua nell’informatore scientifico l’unico referente per il medico ed il farmacista nella informazione (non vendita ) sui farmaci
.
“ L’informazione sui medicinali può essere fornita al medico e al farmacista dagli informatori scientifici. Nel mese di gennaio di ogni anno ciascuna impresa farmaceutica deve comunicare, su base regionale, all’AIFA il numero dei sanitari visitati dai propri informatori scientifici nell’anno precedente, specificando il numero medio di visite effettuate. A tale fine, entro il mese di gennaio di ogni anno, ciascuna impresa farmaceutica deve comunicare all’AIFA l’elenco degli informatori scientifici impiegati nel corso dell’anno precedente, con l’indicazione del titolo di studio e della tipologia di contratto di lavoro con l’azienda farmaceutica.”
Non vengono nominati product specialist né tanto meno informatori commerciali. “In tutti i casi gli informatori scientifici devono ricevere una formazione adeguata da parte delle imprese da cui dipendono, così da risultare in possesso di sufficienti conoscenze scientifiche per fornire informazioni precise e quanto più complete sui medicinali presentati. Le aziende titolari di AIC assicurano il costante aggiornamento della formazione tecnica e scientifica degli informatori scientifici”
 E’ chiaro perciò che non esistono perciò isf di serie A o di serie B come si vorrebbe far credere in tale articolo.
“Gli informatori scientifici devono riferire al servizio scientifico di cui all’articolo 126, dal quale essi dipendono, ed al responsabile del servizio di farmacovigilanza di cui al comma 4 dell’articolo 130, tutte le informazioni sugli effetti indesiderati dei medicinali, allegando, ove possibile, copia delle schede di segnalazione utilizzate dal medico ai sensi del titolo IX.”
La dipendenza da un servizio scientifico più volte confermata da sentenze e da dottrina giurisprudenziale esclude ogni possi

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