L’inarrestabile ascesa della Cina ridisegna la geografia dell’innovazione farmaceutica

La Cina riscrive la mappa mondiale della Big Pharma

Bluerating – 12 maggio 2026

Mentre l’attenzione degli investitori rimane concentrata sulla leadership tecnologica cinese in settori come i veicoli elettrici e le energie rinnovabili, un’altra industria sta compiendo una scalata silenziosa ma inarrestabile. Secondo un’analisi di Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, il settore farmaceutico è il nuovo fronte strategico su cui Pechino punta a conquistare il podio mondiale.

Il sorpasso nelle sperimentazioni cliniche

I dati parlano chiaro. Secondo quanto riportato dal Journal of the American Medical Association, nel terzo trimestre del 2025 la Cina ha rappresentato il 40% della sperimentazione farmaceutica globale in fase iniziale, superando di fatto gli Stati Uniti fermi al 35%. Un balzo vertiginoso se si considera che un decennio fa la quota cinese era appena l’8%. “Lo sviluppo farmaceutico globale in fase iniziale è quasi raddoppiato nell’ultimo decennio, passando da un sistema dominato dagli Stati Uniti a una struttura a due poli incentrata su Stati Uniti e Cina”, osserva la prestigiosa rivista medica citata da Tognoli.

Uno schema già visto

Il modello seguito dalla Cina non è nuovo. “Entrare dalla fascia bassa, fornire enormi sussidi governativi, scalare senza sosta, costruire capacità produttiva, dare priorità allo sviluppo del capitale umano e sfruttare la tecnologia e l’innovazione occidentali”, riassume Tognoli. Lo stesso schema che ha trasformato Pechino in una potenza manifatturiera globale ha portato oggi alla “sorprendente transizione della Cina dalle biciclette alle biotecnologie e la conseguente nascita di una superpotenza farmaceutica”.

Numeri da record

L’ascesa è supportata da cifre impressionanti. Circa un farmaco generico su quattro assunto dagli americani dipende da ingredienti provenienti dalla Cina, che fornisce un terzo dei principi attivi farmaceutici mondiali. Secondo Bloomberg Intelligence, dei circa 160 nuovi farmaci contro l’obesità in fase di sviluppo nel mondo, un terzo proviene dalla Cina.

I partner stranieri hanno firmato un numero record di 157 accordi con aziende cinesi nel 2025, per un valore complessivo di 136 miliardi di dollari. Cinque volte i cinque accordi di un decennio fa. Inoltre, secondo Goldman Sachs, i leader farmaceutici cinesi sono ora responsabili di circa il 70% dei coniugati anticorpo-farmaco a livello mondiale.

Vantaggi strutturali e talenti

La Cina può contare su fattori strutturali formidabili. Il Paese laurea ogni anno cinque volte il numero di studenti in medicina e biomedicina rispetto agli Stati Uniti. Le sperimentazioni cliniche sono da due a tre volte più rapide e meno costose. Come osservato da The Economist, “le aziende cinesi possono portare un farmaco dalla scoperta all’inizio delle sperimentazioni sull’uomo in circa la metà del tempo medio dell’industria globale”.

A ciò si aggiunge un fenomeno migratorio inverso. “Date le politiche migratorie statunitensi più restrittive, alcuni dei migliori e più brillanti talenti medici cinesi negli Stati Uniti stanno tornando a casa, ovvero in Cina”, sottolinea Tognoli.

Legami profondi con gli Stati Uniti

Nonostante le tensioni geopolitiche, i legami farmaceutici tra i due paesi sono solidi. Secondo un sondaggio della Biotechnology Innovation Organization, circa l’80% delle 124 aziende biofarmaceutiche statunitensi intervistate ha partner di sviluppo e produzione con sede in Cina. “Storicamente, questi legami riflettevano il ruolo della Cina come principale fornitore mondiale di generici a basso costo – spiega Tognoli –. Ma oggi la situazione è completamente diversa. Sospinta da vari fattori interni e da legami occidentali in espansione, la Cina sta risalendo la catena del valore del settore farmaceutico”.

Le domande aperte

Tuttavia, molte incognite rimangono. I farmaci cinesi a basso costo eroderanno i margini dei leader farmaceutici statunitensi? I crescenti legami biotecnologici cadranno vittima delle tensioni geopolitiche in aumento? La Cina riuscirà a ridurre ulteriormente il divario di innovazione con gli Stati Uniti?

“Non abbiamo ovviamente le risposte a queste domande che solo il tempo darà – conclude Tognoli –. Siamo comunque convinti però che si stia delineando un nuovo ordine farmaceutico globale che vedrà sicuramente la Cina tra i protagonisti”.


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