MERCK, OVER 41 BILLION TO TAKEOVER SCHERING

Marco Valsania
NEW YORK
Nuova grande fusione nella farmaceutica. Merck ha rilevato la Schering-Plough in un’operazione da 41,1 miliardi di dollari, compresa l’assunzione di 8,5 miliardi di dollari di debiti. Il merger, in azioni e contanti, è stato annunciato a poche settimane da un’altra combinazione multimiliardaria: quella da 68 miliardi tra Pfizer e Wyeth. E rappresenta la conferma della nuova ricetta anti-crisi nel settore: un ritorno delle acquisizioni per creare gruppi di dimensioni sempre più vaste, rafforzando il loro ventaglio di farmaci, scongiurando rischi di insuccessi nella ricerca e limitando l’impatto della scadenza di brevetti sui cosiddetti medicinali-blockbuster, quelli che garantiscono le maggiori entrate. Le sinergie nate dai merger dovrebbero inoltre assicurare un altro obiettivo che sta a cuore in tempi difficili: quello di ridurre i costi. La fusione tra Merck e Schering dovrebbe costare l’eliminazione di 16mila posti di lavoro, il 15% del totale.
Ieri sera un altro accordo appariva in dirittura d’arrivo: Genentech, secondo il «Wall Street Journal», si apprestava a dare il via libera all’acquisizione da parte di Roche Holdings, che già possiede il 56% del gruppo. L’intesa potrebbe valutare Genentech 46,7 miliardi, il 6% più di un’offerta iniziale la scorsa estate. Mentre in Borsa si moltiplicavano le voci che Bristol-Myers Squibb potrebbe cedere alle avance di Sanofi-Aventis o di altri aspiranti, che vanno da GlaxoSmkithKline ad AstraZenaca e Johnson&Johnson. «Qualunque azienda che resti fuori dal giro delle mega-fusioni rischia di perdere quote di mercato», ha ammonito Navid Malik, analista di Matrix Corporate Capital. Anche se qualche scetticismo sull’esito dei merger resta: il titolo di Merck nel pomeriggio ha perso il 9 per cento. Il prezzo pagato per Schering – 56% in titoli e al 44% in contanti – ha rappresento un premio del 34% sulle quotazioni di Shering di venerdì scorso.

Il Sole 24 Ore del 10/03/2009   p. 37

AF
Con Shering-Plough la Merck si aggiudica un portafoglio significativo di farmaci: dalle biotecnologie a prodotti per la cura degli animali. Tra i farmaci già distribuiti assieme, che ora passeranno interamente a Merck, ci sono Zetia e Vytorin, per la riduzione del colesterolo. Terapie sperimentali che finiranno a Merck comprendono medicinali per asma e schizofrenia. E assieme le due società avranno una forte presenza nel trattamento di malattie repiratorie, infettive e vaccini. Shering vanta inoltre una presenza robusta sui mercati internazionali, dove genera il 70% del fatturato.
Il neonato gigante, la seconda casa farmaceutica statunitense alle spalle di Pfizer, avrà un giro d’affari annuale da 46,9 miliardi di dollari. «Stiamo creando una società globale leader nell’assistenza sanitaria, capace di crescita sostenibile», ha detto l’amministratore delegato di Merck, il 63enne Richard Clark, che guiderà il nuovo gruppo. Sul fronte dei costi le due aziende, che hanno entrambe il quartier generale nello stato del New Jersey, avevano già mosso i primi passi senza aspettare la fusione: dall’inizio dell’anno Merck ha eliminato 750 posizioni e intende generare risparmi per 4,2 miliardi entro il 2012, mentre Shering ha fatto decollare un piano con 1,5 miliardi di tagli. Adesso queste campagne dovrebbero intensificarsi: dalla fusione sono previsti risparmi pari a 3,5 miliardi l’anno dopo il 2011, che assieme ai tagli già orchestrati dovrebbero far lievitare i risparmi complessivi a 5,95 miliari l’anno.
La nuova marcia delle fusione potrebbe oggi anche rispondere ai nuovi sforzi di riforma del sistema sanitario americano da parte dell’amministrazione di Barack Obama. Se ad attirare l’attenzione è stata la proposta di stanziare 634 miliardi di dollari per far decollare una copertura assistenziale u

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