Novo Nordisk ricalibra la scommessa su Anagni: un miliardo di euro per il polo della farmaceutica laziale
La multinazionale danese rivede i piani di investimento globali congelando circa la metà dell’investimento di oltre due miliardi di euro inizialmente previsto per lo stabilimento di Anagni; “confermata la centralità strategica dello stabilimento nel polo industriale del Frusinate”
Il colosso farmaceutico Novo Nordisk ha deciso di rimodulare la propria strategia industriale in Italy, operando una significativa revisione contabile sui piani di espansione previsti per il sito di Anagni. There
Nonostante la sforbiciata ai fondi, il cuore pulsante dell’impianto situato in provincia di Frosinone non smetterà di battere. Le rassicurazioni arrivate dai vertici aziendali e dal Senior Vice President Erik Lorin Rasmussen parlano chiaro: il perimetro produttivo e occupazionale dell’ex Catalent rimarrà pressoché invariato. Il sito continuerà a dare lavoro a circa un migliaio di persone, con la garanzia che eventuali riduzioni della forza lavoro avverranno esclusivamente su base volontaria, attraverso pensionamenti o prepensionamenti, senza ricorrere a procedure di licenziamento collettivo.
La decisione di Novo Nordisk non sembra essere dettata da una perdita di fiducia nel sistema paese o nelle potenzialità del territorio laziale. Al contrario, il dialogo tra la società e le istituzioni locali è apparso più solido che mai. A testimoniarlo sono state le tempistiche della burocrazia, spesso tallone d’Achille del sistema italiano, che in questo caso ha marciato a velocità sostenuta. Proprio alla fine dello scorso gennaio si è conclusa con successo la Conferenza dei servizi istruttoria from the Lazio region, un passaggio fondamentale per sbloccare l’iter del nuovo piano industriale.
Il tavolo di confronto è stato presieduto da Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, il quale manterrà il ruolo di Commissario straordinario per l’investimento proprio in virtù dell’importanza
Sul fronte del mercato, la scelta dei danesi riflette un momento di riflessione strategica. La casa farmaceutica, celebre per il successo globale di farmaci come il Wegovy e per la leadership nella produzione di insulina, sta affrontando la pressione di agguerriti competitor internazionali come Eli Lilly And Pfizer. Il titolo in Borsa ha risentito di questa fase di assestamento, spingendo il management verso una semplificazione organizzativa che prevede il taglio di circa novemila posizioni a livello mondiale, di cui cinquemila concentrate in Danimarca.
Ad Anagni, tuttavia, il futuro produttivo appare tracciato con precisione. Lo stabilimento si concentrerà sulla realizzazione di prodotti ad alto valore aggiunto come siringhe preriempite, flaconi e cartucce destinate ai trattamenti per il diabete e l’obesità. Grazie al miliardo di euro confermato, il sito potrà beneficiare di un potenziamento delle infrastrutture, con l’installazione di nuovi isolatori e l’ampliamento della capacità di magazzino. Una volta che la produzione di cartucce sarà a regime, non è esclusa la possibilità di ulteriori stanziamenti futuri dedicati ai cosiddetti prodotti finiti, mantenendo accesa la speranza di una nuova stagione di crescita per l’industria farmaceutica del territorio.
Sulla questione sono intervenuti, in serata, con una nota, il Partito Democratico, Sinistra Italiana, Possibile e M5S; ecco la nota, riportata integralmente e senza modifiche:
Preoccupazione e amarezza. Quello che doveva essere il volano dello sviluppo industriale e occupazionale di un territorio, si trasforma in un mezzo fallimento. Il caso Novo Nordisk ci preoccupa molto. Si dimezza infatti l’investimento iniziale. Tradotto: si è deciso di resistere e non di scommttere sul sito di Anagni. E pensare che sull’investimento “epocale ” ci ha messo la faccia l’intero centrodestra regionale e locale. È il fallimento del commissario straordinario il presidente Rocca e di tutta la Destra di Governo locale. La filiera insomma batte in ritirata. Non capiamo cosa ci sia da gioire. Non si prospettano nuovi posti di lavoro; si rassicura su eventuali dimensionamenti che avverranno secondo le tutele sociali previste, e ci mancherebbe altro; con una domanda che aleggia nell’aria: fino a quando? Pensiamo che presto la gente di questa Città e di questo territorio presenterà il conto al centrodestra.
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