Ricetta bianca del dentista: prescrizione di un farmaco è momento solenne
Redazione di Dental Academy – 21 maggio 2026
Senza presunzioni statistiche, abbiamo condotto una ricerca tra le cartelle dei pazienti per scoprire quanti e quali farmaci abbiamo prescritto negli ultimi cinque anni. Non che la cosa possa stupire, ma le molecole
Così percentualmente gli antibiotici più prescritti sono stati: amoxicillina + acido clavulanico (Augmentin), azitromicina (Zitromax), amoxicillina (Zimox e Velamox), claritromicina (Klacid), metronidazolo (Flagyl) in caso di predominanza di batteri anaerobi; gli analgesici antinfiammatori: nimesulide (Aulin), ketoprofene (Oki, Orudis retard), diclofenac (Sinflex 550 forte), in alcuni casi paracetamolo (Tachipirina 1000) e, naturalmente, l’efficace cortisone (Bentelan, Decadron, Prednisone), fino agli oppiodi nei casi più gravi. Tra i miorilassanti più impiegati troviamo tiocolchicoside (Flexiban) e meloxicam (Expose). Non mancano gli ansiolitici classici, come il collaudato diazepam (Valium) e altre benzodiazepine, da personalizzare a seconda dell’anamnesi del paziente.
Per non scrivere della moltitudine di collutori che hanno certamente in comune la molecola principe rappresentata dalla clorexidina in diverse percentuali, nonché una quantità di farmaci per le problematiche fungine e aftose.
Immaginiamo che alcuni colleghi potranno riconoscersi in alcune prescrizioni in quanto particolarmente note, ed altri avranno i loro farmaci preferiti, probabilmente diversi in base al proprio percorso professionale.
Nel ricordo dei tempi passati, i medici di base più che i dentisti, venivano visitati dagli informatori scientifici che proponevano una certa molecola, comunque efficace, ma se prescritta garantiva un
Ironia a parte, la prescrizione di un farmaco è un momento solenne che per consumata abitudine può essere in alcuni casi sottovalutato. Si tratta al contrario di un vero e proprio atto medico, con conseguenze da non sottovalutare. A parte i classici fenomeni allergici, vi possono essere importanti interazioni farmacologiche da chiarire con un’attenta anamnesi, che in qualche caso, per fretta e abitudine, può essere data per scontata.
La disciplina odontoiatrica è composta, come altre specialità, da una importante componente dedicata alla più fine delle manualità, ma include preziosa attività intellettuale come la pianificazione di piani terapeutici, accurate diagnosi e la prescrizione farmacologica, che necessita delle stesse valutazioni cliniche che si propone un medico internista. Con la routine quotidiana, questo tipo di considerazione rischia di diventare scontata, sottraendo l’importanza a un atto prescrittivo particolarmente delicato.
Un ultimo suggerimento proviene direttamente dal farmacista, ovvero scrivere in modo chiaro e leggibile, intestare sempre la ricetta, indicare data e luogo di emissione, nome del farmaco e soprattutto la posologia: sia paziente che farmacista apprezzeranno.
