ALL THE TROUBLE FOR MERCK, THERE IS NOT ONLY THE VIOXX CASE

 

Dopo il prodotto aintireumatico che causava l’infarto finiscono sotto accusa un altro contro l’osteoporosi, uno anticolesterolo e anche un vaccino: non c’è pace per il gruppo che crolla in borsa

4 miliardi – Alcune clausole nell´indennizzo che la casa ha garantito rischiano di vanificarlo – Non è comunque l´unica azienda che sfida le ‘class action´ negli Stati Uniti – L´azienda americana ora deve fronteggiare la cause su altri tre farmaci
Dopo più di quattro anni, l´affare Vioxx, l´antinfiammatorio ritirato dal mercato nel 2004 a causa delle sue gravi controindicazioni cardiache (responsabili di circa 27mila morti), continua a pendere sul capo del colosso farmaceutico americano Merck&Co. Trascinandone giù, oltre all´immagine, anche i profitti: a causa dei 4,85 miliardi di dollari di oneri legati al contenzioso, infatti, la casa farmaceutica ha chiuso il quarto trimestre del 2007 con una perdita di 1,6 miliardi di dollari. Al netto dei costi legali, la performance di Merck sarebbe stata positiva, segnando per l´anno appena concluso una crescita dei ricavi del 3% e dei profitti per 80 centesimi per azione, al di sopra delle aspettative.
Ma gli strascichi del caso Vioxx, una delle più grandi tragedie della storia della farmacologia, non accennano a scomparire. L´azienda è stata infatti da poco messa sotto indagine federale dalla Grand Jury degli Stati Uniti, per determinare se abbia commercializzato il farmaco oltre gli scopi approvati dalla Food and Drug Association, l´ente statunitense responsabile, fra le altre cose, della verifica dei requisiti di sicurezza dei prodotti farmaceutici. Proprio quest´ultimo aveva dato l´ok, nel 1999, alla commercializzazione su suolo americano del Vioxx. Il farmaco è un anti-infiammatorio non steroideo, usato principalmente come antidolorifico nei casi di dolori cronici scatenati da osteoartriti, dismenorrea o emicranie. Dalla sua immissione sul mercato nel maggio del 1999, fino al ritiro nel settembre del 2004, sono stati più di 80 milioni i pazienti cui è stato prescritto il farmaco.
Per la Merck&Co, settima nella classifica mondiale dei colossi della farmaceutica, si trattò di un vero e proprio colpo di mercato, capace di fruttare circa 2,5 miliardi di dollari di entrate all´anno, per un totale di 12,5 miliardi. Ma dopo il successo commerciale è arrivata la catastrofe. Degli studi successivi sull´efficacia dimostrarono che l´uso prolungato del farmaco causava un alto incremento del rischio di infarto e di ischemie. Le controindicazioni, gravissime e non notificate alla FDA al tempo dell´approvazione, divennero sempre più evidenti durante il periodo di diffusione del farmaco. Tanto da portare la Merck, nel settembre 2004, cinque anni dopo la commercializzazione, al ritiro volontario del farmaco dal mercato e alle dimissioni, l´anno seguente, dello storico ceo Raymond Gilmartin.
Ma non c´è solo il Vioxx a turbare i sonni dei capi della Merck. Si stanno aprendo controversie per il Vytorin, un farmaco anticolesterolo sviluppato insieme con la Schering-Plough. Il prestigioso American College of Cardiology, infatti, non ha ritenuto accurati gli studi sul prodotto, presentati dalle due case farmaceutiche. Secondo delle ricerche indipendenti, infatti, il Vytorin, pubblicizzato dalla Merck come riduttore del colesterolo "cattivo" e ricostituente di quello "buono", non sarebbe più efficace delle statine, i farmaci anti-colesterolo di origine alimentare utilizzate fino ad adesso. . Un duro colpo per la Merck and Co, anche se, ovviamente, come si sono affrettati a puntualizzare i vertici dell´azienda, non si tratta di un altro Vioxx: per ora non è morto nessuno

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