Farmaci, dietrofront sui generici. Sulle ricette torna il “griffato”

Quattro emendamenti al Dl Sviluppo rimuovono l’obbligo di prescrivere il principio attivo. La norma era entrata in vigore tre mesi fa tra mille polemiche. Foresti (Assogenerici): "Ennesimo tentativo della lobby di Farmindustria di bloccare il mercato del generico".

20-11-2012 Marino Petrelli Panorama.it

Niente più obbligo per i medici di prescrivere il principio attivo invece del farmaco “griffato”, ma solo una facoltà “di aggiungere la denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco”. Lo stabiliscono quattro emendamenti al decreto legge Sviluppo presentati da deputati di Udc, Lega, Pdl e Pd. Una proposta che fa discutere e che secondo il ministro Balduzzi sarebbe “un’iniziativa individuale di singoli senatori, non dei partiti”. Il governo ha dato parere favorevole agli emendamenti tramite il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti e verranno votati in commissione oggi dopo il parere della commissione Bilancio. Lo stesso De Vincenti, avvicinato dai giornalisti a margine di un convegno alla Luiss, ha dichiarato che "il mercato è distorto e si deve fare in modo che sia il cittadino a scegliere liberamente. La norma, così com’era, era squilibrata a favore dei generici visto che i farmacisti hanno un margine più alto dell’8 per cento".

Ancora più duro Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici che a Panorama.it esprime tutto il suo disappunto. “Ritengo che sia l’ennesimo tentativo della lobby di Farmindustria di bloccare lo sviluppo del mercato del farmaco generico, con la convinzione che questo dia l’opportunità al comparto farmaceutico nazionale di sopravvivere o di poter continuare a esistere – dice Foresti -. Non è questo emendamento che distruggerà il comparto farmaceutico, non cambierà le sorti della farmaceutica ita

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