Farmaci: mercato libero o oligopolio?

Roma, 8 lug. (Adnkronos/Labitalia) – "La Aptuit srl, societa’ farmaceutica americana, ha aperto ufficialmente la procedura di riduzione del personale con l’avvio della mobilita’ per 65 dipendenti su 398 impiegati nella sede di Verona: provvedimento, questo, preso unilateralmente, nonostante la ferma opposizione di Rsu e organizzazioni sindacali che avevano chiesto di valutare in fase preventiva ogni misura alternativa alla riduzione del personale". Cosi’, in una nota, la Filctem Cgil.

"Giova ricordare che -spiega ancora la nota del sindacato- il 4 febbraio 2010 la Glaxo Smith Kline (Gsk) – la multinazionale farmaceutica inglese allora proprietaria del sito – espresse l’intenzione di chiudere lintero centro ricerche e sviluppo (R&D) presente a Verona fin dal 1970. Al fine di trovare una soluzione al grave problema occupazionale che si paventava, il 1° luglio 2010 Gsk sottoscrisse l’accordo con i sindacati al ministero dello Sviluppo Economico per la cessione del ramo di azienda della ricerca appunto a Aptuit, garantendo, oltre a un notevole supporto economico triennale per l’avviamento dell’attivita’, i princi’pi di tutela dell’occupazione, delle professionalita’, dell’eccellenza scientifica e della sostenibilita’ della nuova realta’ Aptuit srl".

Clamoroso il secco dietro-front della multinazionale "che, a pochi giorni dalle garanzie economiche fornite tre anni prima, tradisce quell’impegno contratto al ministero!", commenta polemico Marco Falcinelli, segretario nazionale Filctem-Cgil. "Per tre anni -spiega il segretario- abbiamo pressato Aptuit affinche’ presentasse in modo trasparente il suo piano di sviluppo per le attivita’ di ricerca acquisite nel 2010 da Gsk, e per tre anni ci e’ stato sempre risposto che l’impegno della societa’ nel mantenere l’attivita’ e l’occupazione non sarebbe stato messo in discussione". Immediata la richiesta di Falcinelli: "E’ necessaria una urgente convocazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico; la ricerca e’ un bene e una attivita’ che riguarda il Paese e non puo’ essere messa in discussione dalle strategie ‘commerciali’ della multinazionale americana".

        

 

 

 

 

  

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