Spinta dalla divisione Pharma, Roche ha chiuso un 2025 positivo con ricavi in crescita a 61,52 miliardi di franchi e un utile netto balzato del 50% a 13,80 miliardi, prevedendo un’ulteriore accelerazione per l’anno in corso.
L’utile netto è balzato del 50%, raggiungendo i 13,80 miliardi (€15,06 mld), a fronte dei 9,2 miliardi dell’anno precedente, comunica venerdì il gruppo renano. Il consiglio di amministrazione proporrà agli azionisti un dividendo di 9,80 franchi per titolo, rispetto ai 9,70 dell’anno precedente.
La crescita – spiega il colosso elvetico – è stata trainata principalmente dalla divisione Pharma, che ha generato vendite per 47,7 miliardi di franchi (+3%), mentre l’unità Diagnostica, di dimensioni relativamente più contenute, ha invece registrato una contrazione del 3%, scendendo a 13,85 miliardi, penalizzata in particolare dalle dinamiche di approvvigionamento in Cina.
Gli analisti interpellati dall’agenzia finanziaria AWP puntavano su ricavi pari a 61,84 miliardi, suddivisi tra 47,69 miliardi per la divisione farmaceutica e 13,85 miliardi per quella diagnostica.
Il CEO di Roche Thomas Schinecker ha visto il suo compenso leggermente aumentare l’anno scorso: in totale ha incassato 10,2 milioni di franchi svizzeri (= 11,13 mln €), contro i 10,0 (€ 10,91) milioni del 2024.
Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente di proprietà del Gruppo Roche. Roche è anche l’azionista di maggioranza di Chugai Pharmaceutical, Giappone.
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