FNOMCeO. Indetti Gli Stati Generali della Professione. Non vogliamo essere più considerati “produttori di spesa”

Valori in parte traditi del nostro Servizio Sanitario Nazionale che non riesce più a garantire appieno uguaglianza equità e solidarietà nell’accesso alle cure. Un milione e duecentomila italiani hanno rinunciato a una terapia o a un esame diagnostico perché non potevano permetterselo. Non vogliamo essere più considerati “produttori di spesa”, vogliamo essere “produttori di salute”.

Indetti Gli Stati Generali della Professione. Consiglio nazionale FNOMCeO 24 Marzo 2018

AUTORE: UFFICIO STAMPA FNOMCEO – 

È il tempo di indire gli Stati generali della professione medica. È il tempo di attivarci, di essere concreti e di avviare un confronto con tutta la professione, coinvolgendo l’intera società civile”.

Con questa “chiamata alle armi” per tutti i medici e gli Odontoiatri italiani si è conclusa la prima relazione da presidente di Filippo Anelli al Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) , vale a dire l’asssemblea dei 106 presidenti degli Ordini provinciali.

Vi propongo di lavorare tutti insieme – ha affermato Anelli – di farne un grande evento politico per dire a tutti che i medici vogliono fare i medici e per questo sono pronti a sfidare il cambiamento.
Stati generali non come un luogo ma come un avvenimento attraverso il quale la professione decide cosa fare. Decide il proprio destino”.

Da dove nasce questo bisogno forte di “un cambio di passo”, dei quali i medici vogliono essere motori e protagonisti?

Nasce dalla riscoperta dei valori in parte traditi del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che compie proprio nel 2018 quarant’anni e mostra le prime rughe, non riuscendo più a garantire appieno uguaglianza equità e solidarietà nell’accesso alle cure.

“Come medico non posso accettare che un milione e duecentomila italiani abbiano rinunciato a una terapia o a un esame diagnostico perché non potevano permetterselo” si è indignato Anelli.

Una denuncia a tutto tondo, la sua, contro le disuguaglianze di salute tra Nord e Sud Italia, contro la violenza agli operatori sanitari, contro il gender gap che penalizza ancora le colleghe donne, contro l’aziendalizzazione della sanità, che ha reso le cure mere prestazioni e i medici ingranaggi del processo produttivo.

Ma anche soluzioni a tutto tondo, da trovare lavorando tutti insieme, medici, odontoiatri, sindacati, società scientifiche, associazioni culturali, politica, istituzione,società civile.

I medici vogliono e devono farsi carico della salute dei cittadini. Ma lo vogliono fare da medici, da professionisti della salute, mettendo a disposizione tutto il bagaglio di competenze ed il ruolo sociale che spetta loro – ha spiegato il Presidente Fnomceo-.Per far questo è necessario garantire libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità, così come previste dal Codice Deontologico. Questo chiediamo alla “politica”: non vogliamo essere più considerati “produttori di spesa”, come sinora è successo. Vogliamo essere “produttori di salute”, perché la salute è un diritto fondamentale per i cittadini. La salute pubblica è un bene comune, è ricchezza per l’intera società”.

Da qui l’appello a unirsi negli Stati Generali, con l’obiettivo di costruire una piattaforma che lavorerà su diverse direttrici. Ne scaturirà, il prossimo anno, un Documento operativo, da cui procedere su due fronti: la revisione del Codice Deontologico e la riforma del Servizo Sanitari Nazionale.

Un obiettivo ambizioso? Certamente – ha concluso -. Ma se non abbiamo l’ambizione è difficile cambiare le cose. Noi ci candidiamo a farlo, con il vostro aiuto, perché non puó esistere buona sanità senza i medici”.

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