Francia, dispensazione per singole unità: la discussione è aperta

EvaluatePharma, già alcune imprese si sono mosse cedendo unità e prodotti

Rallentano le attività di acquisizione nel settore della farmaceutica. Pochi matrimoni, dunque, mentre pare che all’orizzonte ci sia un aumento di divorzi. Basta guardare a ‘trendsetter’ come Abbott, Johnson & Johnson e Pfizer, che stanno iniziando a pensare ‘in piccolo’ e si stanno muovendo per cedere unità di business.

A notarlo è un’analisi di EvaluatePharma. L’ultimo esempio in questo senso è arrivato la settimana scorsa, quando Bristol-Myers Squibb ha ceduto la licenza di alcuni marchi Otc in vari Paesi dell’America latina a Reckitt Benckiser, in vista di una vera e propria cessione dopo tre anni.

L’anno è iniziato poi con Abbott che si è ‘scissa’ in due, dando vita alla divisione AbbVie per la farmaceutica. Pfizer, invece, ha ormai una partecipazione di minoranza nella sua unità di salute animale Zoetis. Insomma, secondo gli esperti è del tutto evidente che la fame di grandi fusioni è in declino e persino Johnson & Johnson sta pensando a ciò che prima sarebbe parso impensabile: cedere la sua divisione diagnostica.

Secondo gli analisti, anche altre aziende potranno nel breve termine liberarsi di unità come quella di salute animale, diagnostica e prodotti da banco. Con tutti i rischi della situazione: liberarsi dei ‘fronzoli’ e puntare solo ai farmaci potrebbe essere una soluzione positiva. Ma se poi le cose dovessero andare male, non ci saranno più unità ‘cuscinetto’ per limitare i danni.

Barbara Di Chiara – 19 febbraio 2013 – PharmaKronos

 

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