GENERICI, COSI’ BRUXELLES “INDAGA” BIG PHARMA

Fari puntati sul rispetto delle regole di libera concorrenza nel settore farmaceutico. Con decisione del 15 gennaio 2008, infatti, la Commissione europea ha avviato un’inchiesta a livello comunitario al fine di verificare l’esistenza di pratiche concorrenziali volte a impedire l’accesso al mercato da parte di nuovi "competitors", poste in essere dalle maggiori società attive nel settore. I motivi dell’inchiesta. La Commissione europea sostiene che la concorrenza nel settore farmaceutico sia falsata per quanto concerne, in particolare, i farmaci generici e innovativi. Inoltre, ritiene che i nuovi operatori trovino delle resistenze o delle barriere all’ingresso sul mercato per taluni farmaci perché i grandi players del settore farmaceutico non gli concederebbero facilmente e frequentemente i loro brevetti. Con particolare riferimento ai farmaci innovativi, la Commissione ha riscontrato, nel corso degli ultimi anni, una diminuzione sensibile nell’introduzione degli stessi sul mercato; per quanto concerne i farmaci generici, invece, sono stati rilevati ritardi nell’immissione al commercio degli stessi pur quando i relativi princìpi attivi non sono più coperti da brevetto. A esempio, nel periodo dal 1995 al 1999 sono stati introdotti sul mercato circa 40 nuovi principi attivi ogni anno, mentre tra il 2000 e il 2004 solo 28 princìpi attivi/ anno. Il trend della diminuzione è poi costante. Si passa, infatti, da un picco di 51 nuovi princìpi attivi nel 1991 ai 32 del 2000, ai 26 del 2003 e ai 24 del 2004. Questa diminuzione di oltre il 50% sarebbe anche causata – secondo la Commissione – dalla presenza di accordi tra le maggiori imprese operanti nel settore. Per effetto di tali pratiche collusive si realizza una distorsione nel normale funzionamento del mercato dei prodotti farmaceutici, con ciò determinando una restrizione della libertà di scelta dei consumatori e la conseguente violazione del preminente interesse pubblico alla libera concorrenza nel settore sottoposto a indagine. D’altro lato, la mancata introduzione sul mercato di farmaci generici (ove ciò sarebbe possibile) comporta il mantenimento di elevati livelli di prezzo. L’eccezionalità della procedura: scenari futuri. L’inchiesta avviata dalla Commissione rappresenta la prima indagine a livello europeo nel settore farmaceutico; precedentemente, indagini del tutto simili erano state avviate, da parte della Commissione, nei settori delle telecomunicazioni, dell’energia e dei servizi finanziari. La procedura avviata a livello europeo dalla Commissione configura un’ipotesi del tutto eccezionale in materia di Antitrust; indagini conoscitive volte ad accertare la sussistenza di pratiche restrittive della concorrenza sono, infatti, generalmente svolte dalle competenti Autorità nazionali. Tuttavia, in considerazione della necessità di garantire la massima libertà di concorrenza nel settore farmaceutico, la Commissione ha ritenuto di procedere direttamente a un’indagine. A oggi alcune delle più importanti aziende farmaceutiche a livello europeo sono già state oggetto di accertamenti; l’inchiesta potrebbe ampliarsi in considerazione delle risultanze delle prime verifiche condotte. È probabile che in futuro sempre più la Commissione farà ricorso ai poteri di indagine che le sono attribuiti dal Regolamento Ce n. 1/2003. Cosa accade in pratica. La Commissione opera in stretta collaborazione con gli organismi Antitrust nazionali; in particolare, le ispezioni vengono svolte da parte di funzionari dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, normalmente coadiuvati dalla Guardia di finanza. L’eccezionalità di una procedura di tal genere si desume anche dall’ampiezza dei poteri ispettivi e sanzionatori riconosciuti alla Commissione. A livello pratico, le ispezioni possono esser

Exit mobile version