I dipendenti della farmaceutica Mylan vanno in scena con un musical per raccogliere fondi a favore dei malati di Alzheimer

A calcare il palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano questa sera non saranno artisti professionisti, ma i dipendenti di Mylan. L’azienda farmaceutica ha infatti coinvolto il proprio staff per mettere in scena uno spettacolo teatrale il cui ricavato sarà devoluto all’AIMA, l’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, per sostenere e potenziare il servizio telefonico gratuito a disposizione dei malati, delle loro famiglie e degli operatori socio-sanitari.

Più di 60 tra i dipendenti delle sedi di Milano e Roma e i manager e i direttori del team europeo di Mylan saranno gli attori, i cantanti e i ballerini che si esibiranno di fronte a un pubblico di 1.000 persone in I need you, musical liberamente ispirato al cult The Blues Brothers il cui titolo, che riprende il ritornello della hit Everybody need somebody to love, è stato scelto per sottolineare quanto sia indispensabile il contributo di ciascuno per aiutare chi soffre.

Per organizzare la serata e trasformare i propri dipendenti in artisti l’azienda si è rivolta a professionisti di canto, recitazione e danza. Sotto la guida di un regista i formatori hanno effettuato il cast e coltivato i talenti dei dipendenti con più di 230 ore di prove nei laboratori teatrali.

La scelta del format musical come attività di team building aziendale attraverso la quale implementare un’operazione di responsabilità sociale d’impresa non è una novità per Mylan: già 2 anni fa, l’azienda aveva infatti prodotto lo spettacolo Mamma mia, sulle note dei pezzi cult degli Abba, per supportare le attività di Aiutare i bambini, fondazione impegnata nel dare supporto a piccoli che vivono in condizioni di disagio.

12 luglio 2016 – event report

N.d.R.: Heather Bresch, 47 anni, è CEO, Direttore Esecutivo di Mylan N.V., nel corso dell’anno fiscale 2015 ha percepito un compenso totale di  $ 18.931.068 [fonte Bloomberg]

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Nota:

Tu proverai sì come sa di sale

lo pane altrui, e come è duro calle

lo scendere e‘l salir per l’altrui scale.

(Dante, Paradiso, Canto XVII)

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