I MEDICI DI BASE: SUI FARMACI POCA INFORMAZIONE


LA PROPOSTA Puntare su presentazioni e comunicazioni online o su incontri con piccoli gruppi di dottori piuttosto che sulle visite ambulatorialiI medici di base 
 

Pollice verso dei medici di famiglia per l’informazione ricevuta dalle aziende farmaceutiche: il 75,6% dei camici bianchi è insoddisfatto e l’80% ritiene indispensabile che gli informatori conoscano meglio il pianeta della medicina generale. A rilevare il malcontento è un’indagine del Centro studi nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di base, che ha somministrato un questionario di 11 domande a un campione di 900 dottori, rappresentativo dell’universo dei "generalisti". Tre le ragioni principali del disappunto: la scarsa conoscenza, da parte degli informatori, della medicina generale, le difficoltà organizzative e l’utilizzo di strumenti e metodi ritenuti ormai obsoleti.
«Le aziende farmaceutiche ci mettono a disposizione professionisti con grandi competenze sulla specifica molecola, ma con scarse conoscenze sulla realtà territoriale in cui operiamo e sui programmi in cui siamo impegnati», spiega Fiorenzo Corti, responsabile comunicazione Fimmg. Un esempio per tutti: l’emergenza cronicità, che impone ai medici di famiglia non solo la gestione di patologie a lungo termine, ma anche la prevenzione attiva. Concentrata soprattutto su malattie respiratorie, cardiovascolari e reumatiche.
«Ben l’80% del campione reputa indispensabile che gli informatori sappiano come lavoriamo», sottolinea Stefano Zingoni, responsabile del Centro studi Fimmg e segretario Emilia Romagna. Regione in cui sono stati già compiuti alcuni passi: nelle province di Ferrara e Forlì gli informatori di una grande azienda farmaceutica sono stati formati dai quadri Fimmg sulle modalità di lavoro e sulle attività dei medici di famiglia della zona. «Momenti utilissimi di integrazione e di formazione», dice Zingoni.
Urgono, secondo i medici, nuovi metodi di comunicazione. Materiale online, come auspica il 24,9% dei generalisti, o incontri in piccoli gruppi (13,2%) al posto della visita in ambulatorio. Bocciati anche i gadget: il 56,6% li giudica «inutili ma comprensibili». Senza novità, avvertono i dottori, si rischia la perdita di interesse per l’informazione scientifica. Dolente pure il fronte organizzativo. Il 57,8% dei medici non calendarizza gli appuntamenti con gli informatori; il 37% li riceve tra una visita e l’altra; solo il 37,7% li vede per appuntamento. Un medico su tre riceve in un mese tra dieci e venti informatori.
Adeguare l’informazione sul farmaco alla professione che cambia: questa la richiesta dei medici. Che sono nel pieno di una rivoluzione professionale, basata su lavoro di gruppo e informatizzazione. E che reclamano il rinnovo della convenzione con il Ssn, scaduta a fine 2005. Mercoledì scorso tutti i sindacati dei camici bianchi, dai medici di famiglia ai pediatri, hanno proclamato lo stato di agitazione. Chiedono al Consiglio dei ministri di approvare subito l’atto di indirizzo per l’avvio della trattativa, varato dal Comitato di settore in autunno. E rimasto nei cassetti.  Manuela Perrone Il Sole 24 Ore del 02/02/2008  NORME PROFESSIONISTI  p. 29  

 

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