Il ruolo dell’isf dopo la spending review – Parte II

Cari colleghi, amici e lettori di questo sito mi ritrovo alla ripresa dell’attività lavorativa, dopo le ferie estive, a rispondere ad alcuni colleghi su di un argomento già trattato, che evidentemente è andato a “toccare” delle corde profonde.

Tanto per essere chiari ed espliciti qualche giorno fa, ero intervenuto per parlare del ruolo dell’isf dopo la spending review esprimendo il mio parere.

 

Evidentemente l’argomento trattato, per dire il vero, molto spinoso, ha provocato alcune interessanti reazioni da parte di molti colleghi. Ho provveduto a rispondere privatamente ad alcuni di essi, che mi avevano inviato sulla mia mail il loro parere, ma purtroppo non l’ho potuto fare per tutti, mancandomi di alcuni, il recapito mail.

 

Approfitto perciò del mezzo internet per ringraziare questi lettori e per dare delle risposte pubbliche che possono magari “tranquillizzare” altri colleghi, che magari nutrono uguali dubbi, ma che non hanno scritto ed esternato pubblicamente quanto pensano.

 

Le lettere ricevute dai colleghi contengono dubbi legittimi. Per prima cosa debbo precisare che Il mio intervento su questo argomento voleva gettare un sasso nello stagno e far comprendere che gli isf non sono delle pecore stupide e che di essi non si può far ciò che si vuole.

 

Ultimamente tanti e tanti discorsi degli isf pubblicati anche sui siti hanno aperto gli occhi della pubblica opinione e di tutti sull’industria farmaceutica e quindi parlare ed esprimere la propria visione dall’interno non può che far bene al nostro martoriato settore.

 

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