Il virus del momento: l’Hantavirus

Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all’uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale. Alcune specie sono presenti in Europa, dove si stanno espandendo in nuove aree ed aumentando in quelle endemiche consolidate.

Ministero della salute – 6 maggio 2026

L’infezione avviene per diretto contatto con feci, saliva, urine di roditori infetti o per inalazione dei virus attraverso escrementi di roditori.

Le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare.
Si tratta di malattie acute in cui l’endotelio vascolare viene danneggiato con conseguente aumento della permeabilità vascolare, ipotensione, manifestazioni emorragiche e shock.

Le tre sindromi che caratterizzano l’infezione da hantavirus sono:

Il serbatoio animale caratterizza le infezioni da Hantavirus come tipiche zoonosi.

Il 2 maggio 2026 è stato segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un focolaio di passeggeri affetti da gravi patologie respiratorie a bordo di una nave da crociera. La nave stava trasportando 147 passeggeri e membri dell’equipaggio.

Al 4 maggio 2026, sono stati identificati sette casi (due casi di hantavirus confermati in laboratorio e cinque casi sospetti), tra cui tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre persone che hanno segnalato sintomi lievi. L’insorgenza della malattia è avvenuta tra il 6 e il 28 aprile 2026 ed è stata caratterizzata da febbre, sintomi gastrointestinali, rapida progressione verso la polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto e shock. Sono in corso ulteriori indagini. L’epidemia viene gestita attraverso una risposta internazionale coordinata, che comprende indagini approfondite, isolamento e cura dei casi, evacuazione medica (medical evacuation – MEDEVAC) e indagini di laboratorio.

Tre i turisti olandesi morti dopo aver contratto il virus, un uomo britannico di 69 anni è ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg e due membri dell’equipaggio restano in gravi condizioni a bordo.

Le autorità sanitarie svizzere hanno rilevato un caso di contagio da hantavirus in un paziente che aveva realizzato una crociera nell’Atlantico a bordo della nave da crociera dove sono stati segnalati diversi casi di infezione

L’infezione da hantavirus nell’uomo si contrae principalmente attraverso il contatto con l’urina, le feci o la saliva di roditori infetti. Si tratta di una malattia rara ma grave che può essere mortale.

Sebbene non comune, la trasmissione da uomo a uomo è stata segnalata in precedenti focolai di virus Andes (una specie specifica di hantavirus). L’OMS valuta attualmente come basso il rischio per la popolazione mondiale derivante da questo evento e continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio. (Fonte Ministero della Salute)

Gli ortohantavirus (precedentemente noti come genere Hantavirus) sono virus RNA avvolti, segmentati, a singolo filamento, a senso negativo appartenenti alla famiglia Hantaviridae

La gravità dell’HFRS varia e varia da subclinico o lieve a grave e fatale, a seconda dell’ortohantavirus causale, nonché della risposta immunitaria del paziente e dei fattori genetici. La malattia è caratterizzata principalmente da una maggiore permeabilità vascolare, ipotensione, trombocitopenia e danno renale acuto.

Il periodo di incubazione della malattia è di circa tre settimane e può variare da 10 giorni a sei settimane. In genere inizia con sintomi simil-influenzali, come febbre alta, mal di testa, mialgia, nausea e dolore addominale e alla schiena. La fase febbrile dura dai tre ai sette giorni ed è spesso accompagnata da disturbi della vista. I sintomi visivi/oculari sono comuni durante l’infezione acuta da PUUV (virus Puumala, O. puumalaense) in uno studio prospettico, >70% dei pazienti ha riportato sintomi oculari e lo spostamento miopico è stato spesso osservato. Sebbene l’RNA PUUV sia stato rilevato nella saliva dei pazienti, la trasmissione da uomo a uomo è stata finora dimostrata solo per l’ANDV (virus delle Ande, O. andesense) che è endemica in Sud America. (Fonte ECDC). Due delle persone decedute erano reduci da un viaggio nelle zone endemiche di Argentina, Cile, Uruguay.

La diagnosi richiede esami di laboratorio (ad esempio mediante la ricerca di anticorpi specifici), ma viene sospettata sulla base del riscontro clinico (sintomi) e dell’anamnesi (permanenza in località considerate a rischio).

 

Per approfondire:

 

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