Il vostro capo deve controllare pure se siete dipendenti stressati

 

Lavori troppo o troppo poco? Stai fermo davanti al tuo computer in un ambiente poco riscaldato in inverno o troppo caldo in estate? Sei costretto a metterti i tappi di cera nelle orecchie per il frastuono che hai attorno? Beh, allora hai buone probabilità di essere "affetto" da stress da lavoro. Una sorta di patologia che non rientra nella malattia ma si avvicina molto, tanto che il datore di lavoro deve rimediare all’inconveniente. E chi fa spallucce rischia un’ammenda da 5 a 15 mila euro e l’arresto da 4 a 8 mesi. Dunque, anche gli imprenditori più disattenti sono obbligati a seguire le regole di una norma inserita nell’articolo 28 del decreto legislativo 81 del 2008. Entra in vigore proprio oggi, all’apertura delle aziende dopo le vacanze natalizie. E l’anno nuovo accoglie una nuova filosofia aziendale: la protezione dei lavoratori non deve limitare alla condizione fisica in senso stretto ma deve estendersi al benessere sociale sul lavoro. Roba da far rabbrividire i piccoli imprenditori con pochi dipendenti che non sanno ancora dove mettere le mani per adempiere a questa nuova incombenza.

Lo hanno capito bene gli specialisti che lanciano una ciambella di salvataggio (a pagamento) a chi vuole aiuto. Basta viaggiare su Internet per scoprire le proposte di società specializzate che ti compilano il modulo dello stress da lavoro con 150 euro se non hai più di 11 dipendenti, 350 euro fino a 30. Per le aziende più grandi, invece, il preventivo è top secret, bisogna contattare direttamente gli esperti per contrattare il prezzo. Qualcuno sbufferà pensando che un nuovo balzello e un nuovo adempimento in un momento economico critico non è proprio un toccasana. Ma gli imprenditori più esperti possono cavarsela anche da soli, utilizzando, per esempio, le guide e i documenti elaborati da diversi enti, pubblici e privati, fra cui l’Ispesl, la Regione Lombardia, Confindustria, l’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna. E con l’aiuto di questi manuali la valutazione dello stress da lavoro non dovrebbe pesare più di tanto sul bilancio aziendale. Attenzione, però, a non confondere lo stress da lavoro-correlato al mobbing, cioè con comportamenti volutamente persecutori o sgradevoli. Il rischio da stress può potenzialmente colpire in qualunque luogo di lavoro e qualsiasi lavoratore. La sua valutazione serve infatti ad individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute nonché a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di stress. Prevenire, ridurre o eliminare il problema può voler dire più efficienza e, soprattutto, permette di apportare miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Il decreto fresco di stampa però non aiuta l’operatore a capire esattamente quali controlli vanno fatti. Per capirci qualcosa bisogna rispolverare l’accordo europeo dell’ottobre 2004 che definisce lo stress lavoro-correlato "una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale" e che esso è" conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste e alle aspettative riposte in loro".Si tratta, quindi, di riconoscere nell’organi

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