Incontro del Presidente Nazionale Fedaiisf con i rappresentanti sindacali in vista del rinnovo del CCNL

Nella mattina di mercoledì 27 giugno ho avuto un incontro, su mia richiesta, con i segretari/delegati nazionali di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL per parlare dell’imminente rinnovo del contratto di lavoro del settore chimico in generale, quello degli Informatori Scientifici in particolare.

Erano presenti Sergio Cardinali per Filctem, Massimo Zuffi per Femca, Venere Balla e Graziella Celesti per Uiltec. L’incontro, come concordato, è avvenuto nella sede della CGIL di via Piemonte a Roma ed è cominciato alle ore 10,30.

Dopo i saluti di rito, ho introdotto le argomentazioni da trattare facendo un breve cenno storico sulle leggi che riguardano l’informazione scientifica. Infatti, il servizio di informazione scientifica viene ufficialmente creato nel 1978 con la legge n° 833 che istituì il Servizio Sanitario Nazionale. In seguito, nel 1992, la legge n° 541 stabilì che l’informatore scientifico deve essere in possesso di diploma di laurea e deve esercitare la sua attività con un rapporto di lavoro univoco e a tempo pieno. La legge 541/92 fu poi inglobata nel D. Lgs. 219/2006 che aggiunse a tutto il resto la dipendenza dell’ISF dal servizio scientifico, a sua volta INDIPENDENTE dal marketing.

Questo preambolo mi è servito per dimostrare e far capire che la figura dell’ISF è normata da leggi di stato ormai da 40 anni e le leggi, qualsiasi cosa si dica e pensi, vanno rispettate.

Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito ad una graduale e nemmeno tanto lenta trasformazione del nostro settore con quello che è stato definito “dumping” verso il commerciale, ossia gli informatori con contratto CCNL venivano licenziati per essere riassunti, a volte dalla stessa azienda, con contratti commerciali di varie e fantasiose forme.

Come dicevo poc’anzi, la legge è LEGGE e va rispettata.

Partendo da questo presupposto siamo passati all’analisi delle criticità e delle soluzioni applicabili per ridare dignità ad una categoria di lavoratori e per rientrare nei canoni imposti dalle normative.

Innanzitutto sarà necessario rimuovere la professione dell’Informatore scientifico dall’area funzionale del marketing per trasferirlo nell’area della Ricerca e Sviluppo alle dipendenze del servizio scientifico aziendale, a lui più consono e come previsto dal D.Lgs. 219/2006. Su questo primo punto eravamo unanimemente d’accordo.

Eravamo tutti dello stesso parere anche sul rimuovere, dal contratto attualmente in essere (CCNL del 15/10/2015), i riferimenti ai contratti C1 e C2, previsti per gli ISF senza specifica esperienza nella mansione e per un massimo di 36 mesi. La proposta che verrà fatta sarà di sostituire la permanenza in C con quella in B2. E’ stata infatti la presenza della possibilità di stipulare contratti in C (contratto nazionale del commercio) a far intendere alle aziende che potevano assumere con contratti commerciali piuttosto che nazionali.

Come opportunamente fatto notare da alcuni dei presenti, va da se che sarà necessario rimuovere anche i punti 4 e 5 della declaratoria dell’ISF in quanto, proprio in questi punti, si dava la possibilità alle aziende di dare mandato agli ISF di raccogliere dati relativi ai flussi prescrittivi, alle scelte terapeutiche del medico e sugli “sviluppi previsionali”, insomma tutte quelle azioni di marketing puro vietate dalla legge. Questi atteggiamenti messi in atto dalle aziende hanno portato ad un graduale negativo condizionamento dell’ambiente di lavoro per cui si è concordato di definire il rischio di stress lavoro correlato (eccessiva competitività, valutazioni sulla performance esasperate, continue richieste di impiegare il proprio tempo libero per questioni di lavoro, incarichi non previsti dal contratto, pressioni da parte dei superiori) e quindi di individuare adeguate misure preventive da mettere in atto.

Altro argomento condiviso è stato quello relativo alle “nuove figure professionali”, in particolare l’MSL, o Medico di territorio, che va anch’esso trasferito nell’area funzionale della Ricerca e Sviluppo eliminando nella sua declaratoria l’espressione “… sul mercato …”. Si cercherà inoltre di indicare una forma che preveda anche le future figure non ancora istituite per evitare di “commercializzare” una professione. In pratica le organizzazioni sindacali e le RSU chiederanno alle direzioni aziendali una precisa job description di tali nuove professionalità già in essere o a venire.

Altro argomento, mai trattato in precedenza, è la sicurezza dell’ambiente di lavoro e la salute degli informatori scientifici. In particolare ho fatto notare che, a causa dell’elevata percorrenza kilometrica media, circa l’80% di questi professionisti è portatore di almeno un’ernia discale o comunque di una patologia della colonna vertebrale. Sarà quindi il caso, idea condivisa dai presenti, di considerare le malattie della colonna vertebrale come malattia professionale.

Tutti i presenti erano concordi sul dover agire secondo quanto dichiarato per cui ora sarà compito della delegazione trattante fare in modo che vengano presi in seria considerazione e inseriti nel futuro nuovo contratto nazionale.

L’incontro è terminato intorno alle ore 13,00 con la speranza di tutti i partecipanti che si possa arrivare a riscrivere la storia della nostra categoria dandone un lieto fine.

Sarà assolutamente necessaria l’unità della categoria. Dovremo far fronte comune anche con le OO.SS. per far capire alle parti in gioco che non è più tempo di decidere della vita dei lavoratori come se questi non avessero un cervello, un anima. Restiamo vigili in attesa degli eventi.

Un caloroso saluto a tutti.

Antonio Mazzarella

 

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