Direttiva trattamento acque urbane. Egualia e Farmindustria: “Forte preoccupazione per l’impatto sulla filiera”
Nuovo allarme sulle politiche ambientali europee dai rappresentanti delle aziende produttrici durante l’audizione in Senato
Forte preoccupazione per l’impatto economico e industriale della direttiva europea sulle acque reflue urbane, che rischia di gravare in modo sproporzionato sull’industria farmaceutica. A lanciare nuovamente
In un contesto globale di forte concorrenza, tensioni geopolitiche e commerciali, aumento strutturale dei costi operativi del 30% rispetto al 2021, l’Europa ha già perso molto terreno rispetto agli altri grandi macrosistemi globali e sta attuando provvedimenti come la revisione della legislazione farmaceutica che aumenteranno il gap. La filiera dell’industria farmaceutica in Italia ribadisce la necessità di risolvere le criticità contenute nel sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) che – se introdotto senza modifiche – rischia di compromettere in maniera irreversibile la sostenibilità del comparto.
Recenti evidenze mostrano che la valutazione di impatto della Commissione ha sovrastimato l’impatto ambientale dei farmaci di 4 volte (dal 66% stimato dalla Commissione UE al 18%) e ha sottostimato i costi (che sarebbero invece superiori dalle 5 alle 10 volte): gli oneri aggiuntivi costituirebbero una tassa da circa 10 miliardi di euro l’anno per le aziende in Europa, anziché gli 1,2 miliardi della valutazione di impatto, che graveranno su soli due settori, farmaceutico e cosmetico, rischiando di acuire il fenomeno delle carenze di medicinali, in contraddizione con altre iniziative della stessa Unione Europea.
La transizione ecologica europea ridisegna il rapporto tra industria e sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni, Bruxelles ha accelerato su normative che puntano a ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità delle
Il confronto tra esigenze ambientali e sostenibilità industriale resta aperto. Da un lato, la necessità di ridurre l’inquinamento da microinquinanti è riconosciuta come prioritaria; dall’altro, il settore farmaceutico chiede che la transizione ecologica non comprometta la capacità produttiva e la disponibilità dei medicinali. La partita, ora, si gioca tra Bruxelles, governi nazionali e industria, alla ricerca di un equilibrio che tuteli sia l’ambiente sia la salute pubblica.
Mondosanità – 23 gennaio 2026 di Alessandro Malpelo
Secondo il direttore generale di Egualia, Michele Uda, «la priorità assoluta di un medicinale è l’efficacia e la sicurezza per il paziente. Non è possibile “ecologizzare” una molecola senza modificarne il profilo terapeutico e avviare un nuovo iter autorizzativo. Per questo il sistema EPR, pensato per altri settori, non può essere applicato automaticamente ai farmaci».
L’associazione avverte che l’onere economico potrebbe mettere in crisi il comparto degli equivalenti — responsabile di milioni di trattamenti quotidiani a basso costo — con il rischio concreto di carenze di medicinali essenziali in tutta Europa.
Nota
Con 481 voti favorevoli, 79 contrari e 26 astensioni, il Parlamento ha adottato l’accordo raggiunto con il Consiglio nel gennaio 2024 sulla revisione delle norme dell’UE in materia di gestione delle acque e di trattamento delle acque reflue urbane per una migliore protezione della salute pubblica e dell’ambiente.
Entro il 2039, il trattamento terziario (ossia l’eliminazione dell’azoto e del fosforo) sarà applicato in tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue che coprono 150,000 a.e. e oltre, ed entro il 2045 in quelli che coprono 10.000 a.e. e oltre.
Un trattamento aggiuntivo che elimina un ampio spettro di microinquinanti (“trattamento quaternario“) sarà obbligatorio per tutti gli impianti superiori a 150,000 a.e. (e oltre 10,000 a.e. sulla base di una valutazione del rischio) entro il 2045.
Il monitoraggio di vari parametri di salute pubblica (come virus noti e agenti patogeni emergenti), inquinanti chimici, comprese le cosiddette “sostanze chimiche eterne” (sostanze per- e polifluoroalchiliche o PFAS), microplastiche e resistenza antimicrobica sarà rigorosamente monitorato.
La legge introduce inoltre la responsabilità estesa del produttore (in inglese extended producer responsability – EPR) per i medicinali per uso umano e i prodotti cosmetici, che dovrà cosi coprire i costi del trattamento quaternario (per rimuovere i micro-inquinanti dalle acque reflue urbane). Almeno l’80% dei costi sarà coperto dai produttori, integrati da finanziamenti nazionali.
I Paesi dell’UE saranno tenuti a promuovere il riutilizzo delle acque reflue trattate provenienti da tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, se opportuno, in particolare nelle zone soggette a stress idrico.
Citazione
Il relatore Nils Torvalds (Renew, FI) ha dichiarato: “La legislazione migliorerà significativamente le norme in materia di gestione delle acque e di trattamento delle acque reflue in Europa, in particolare con nuove norme sull’eliminazione dei microinquinanti provenienti da medicinali e prodotti per la cura della persona. Stiamo facendo in modo che l’impatto delle norme sull’accessibilità economica dei medicinali non sia sproporzionato e che le sostanze chimiche nocive come gli PFAS siano monitorate e trattate meglio in futuro.”
Parlamento europeo
Nota 2
Derivano principalmente dall’uso terapeutico umano e animale, entrando nell’ambiente tramite acque reflue, e sono considerati inquinanti emergenti. Il produttore risponde non solo del suo operato ma anche di eventuali comportamenti illeciti del soggetto cui conferisce o trasferisce immediatamente il rifiuto.
DIRETTIVA (UE) 2024/3019 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
