Commercio con l’estero e prezzi all’import – Marzo 2025
ISTAT. Testo integrale e nota metodologica (.pdf, 844 Kb) – Pubblicato 16 maggio 2025
A marzo 2025 si stima una flessione congiunturale contenuta delle esportazioni (-1,0%) e una sostanziale stazionarietà delle importazioni (+0,2%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta alla riduzione delle vendite verso l’area Ue (-5,0%), mentre le esportazioni verso l’area extra UE crescono del 3,3%.
Nel primo trimestre del 2025, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,6%, l’import del 4,7%.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+59,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+47,5%), metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+8,1%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,6%). Si riducono su base annua le esportazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,3%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (-15,7%) e autoveicoli (-8,8%).
Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori alla crescita dell’export nazionale sono Stati Uniti (+41,2%), paesi OPEC (+25,0%) e Francia (+4,2%). All’opposto, Turchia (-30,1%) e Cina (-8,3%) forniscono i contributi negativi più ampi.
Nel primo trimestre del 2025, l’export registra un incremento tendenziale del 3,2%, cui contribuiscono soprattutto le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+41,9%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+21,2%), metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+5,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,5%). Apporti negativi, invece, derivano dalle minori esportazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%) e autoveicoli (-12,2%).
Nel mese di marzo 2025 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,0% su base mensile e crescono dello 0,6% su base annua (da +2,2% di febbraio).
ISTAT. Il commento
A marzo, la flessione congiunturale dell’export si deve principalmente alla riduzione delle vendite di beni strumentali e di beni di consumo durevoli. L’export cresce su base annua, sostenuto soprattutto dalle maggiori vendite di prodotti farmaceutici e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (tra cui mezzi di navigazione marittima). Questi due settori spiegano la crescita tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti (+41,2%); al netto di questi comparti, l’export verso gli Stati Uniti flette del 4,1%.
L’aumento su base annua dell’import è trainato in particolare dai maggiori acquisti di prodotti farmaceutici dalla Cina.
Nel primo trimestre 2025, la dinamica tendenziale dell’export è positiva (+3,2%; +3,9% al netto dell’energia). Nello stesso periodo, l’avanzo commerciale è pari a +7,8 miliardi di euro (era +12,8 miliardi nel primo trimestre 2024). La diminuzione su base mensile e il rallentamento della crescita su base annua dei prezzi all’import sono dovuti principalmente ai ribassi dei prezzi dei prodotti energetici in entrambe le aree, euro e non euro.
Analisi prodotti
In base alle elaborazioni allegate a questa statistica flash nel file “Grafici aggiuntivi commercio estero”, risulta che la crescita tendenziale dell’export è spiegata per 2,9 punti percentuali dall’aumento delle vendite mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, verso Stati Uniti e paesi OPEC e per ulteriori 2,8 punti dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti e Francia. All’opposto, le minori vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia e di coke e prodotti petroliferi raffinati verso Spagna e paesi OPEC apportano contributi negativi rispettivamente
Calabria protagonista nel farmaceutico
Tra le sorprese del report, emerge la Calabria, quarta regione in Italia per crescita dell’export farmaceutico tra il 2018 e il 2023, con un balzo del +113%. Un risultato importante che la pone alle spalle solo di Molise (+55.467%), Puglia (+241%) e Marche. L’intero Mezzogiorno è protagonista di una crescita strutturale del comparto pharma, che contribuisce al rafforzamento del tessuto industriale meridionale.
