La setta dei medici anti-cura che fa morire i malati di tumore

Convincono i pazienti che si guarisce con la mente. In Italia sono sempre di più, si muovono nel sottobosco e fanno morire la gente

Cristina Bassi Lun, 13/06/2016 – il Giornale.it

«Sì, ho conosciuto cosiddetti hameriani che spingono i malati di cancro ad abbandonare le cure ufficiali». Ad ammetterlo è un seguace pentito, che ha osservato dall’interno i gruppi che si ispirano alle dottrine di Ryke Geerd Hamer, l’ex medico tedesco (è stato radiato dall’ordine) fondatore della Nuova medicina germanica.

Pratica disconosciuta dalla scienza ma molto seguita da «terapisti» e malati. Che spesso non sono persone disperate e fragili, ma colte, preparate e che raccontano di aver scelto – di fronte a una diagnosi di tumore – di affidarsi alla Nmg: niente bisturi, niente farmaci e niente più esami che comprometterebbero il processo di auto guarigione dell’organismo.

Le accuse verso associazioni e gruppi hameriani, che offrono assistenza, promuovono corsi di formazione e pubblicano libri, sono gravi. Sono organizzati come una setta segreta che spinge i pazienti a interrompere le terapie mediche. Non solo. Dietro di loro lasciano una scia di morti e di casi giudiziari: così sia i parenti dei loro pazienti poi deceduti sia molti esperti. Diffondiamo conoscenze utili a capire l’origine delle malattie e promuoviamo il diritto di ognuno a scegliere come curarsi ma non proponiamo terapie alternative, rispondono gli hameriani. Che sono tornati alla ribalta con le recenti vicende di Torino. Ci sono stati negli ultimi anni almeno tre malati di cancro che hanno rifiutato le cure convenzionali perché si sono affidati al metodo Hamer e poi sono morti. Sul decesso di Marina L., donna di 53 anni affetta da melanoma, è stata aperta un’inchiesta. Il suo medico e omeopata Germana Durando è accusata di omicidio colposo con l’aggravante della colpa con previsione. Avrebbe trattato il tumore della paziente solo con la psicologia e l’omeopatia. L’Ordine dei medici di Torino ha avviato un procedimento disciplinare e si costituirà parte civile al processo. Impossibile dire quanti pazienti in Italia si rivolgano alla Nmg e quanto seguito abbiano queste pratiche. Da noi sono approdate oltre dieci anni fa (nascono nel 1981) e anche se sottotraccia sono più diffuse di quanto si pensi. Ci sono stati altri casi arrivati in tribunale, alcuni finiti con condanne. Si tratta a volte di medici ma più spesso di «terapisti» o semplici cittadini che portano avanti le teorie dell’ex medico tedesco.

LO STRESS A ZONE

Ma cosa professa la Nmg? La base sono le «Cinque leggi biologiche» per cui, le «cosiddette malattie» sarebbero causate da traumi o conflitti psicologici chiamati «Sindrome di Dirk Hamer». Da qui si attiverebbe nell’organismo un «Programma speciale, biologico e sensato» che sarebbe il modo in cui il nostro corpo fa fronte al problema. Ad ogni stress emotivo corrisponderebbe un organo. Se si risolve il conflitto, parte la fase di riparazione e di auto guarigione. I microbi inoltre non sarebbero causa di patologie, ma nostri alleati nel riacquistare la salute. Sui siti dei gruppi italiani che fanno riferimento ad Hamer (Alba, Associazione leggi biologiche applicate; nuovamedicina.com; nuovamedicinagermanica.it; Salute attiva onlus; formazione5lb.eu) si trova una guida. Ci sono anche i video delle lezioni tenute da Marco Pfister, precursore hameriano in Italia e presidente della Scuola di formazione 5Lb. Ecco qualche estratto. La situazione, si legge, «è molto delicata nei casi di urgenza clinica per il fatto che, non essendo le 5 Leggi biologiche ufficialmente riconosciute, non ci sono cliniche, ospedali o luoghi di consenso ufficiali in cui il paziente che decide di curarsi sulla base di queste conoscenze possa ricevere le cure desiderate nel rispetto della sua libera scelta». Poi l’affermazione più discutibile: «Non è proprio più possibile per chi sceglie di seguire questa strada sperare ancora di poter affidare ciecamente la propria pelle al medico, alla clinica o al farmaco», che «potranno sostenerci per i sintomi troppo impegnativi, ma il processo di riparazione lo fa il corpo nella misura in cui siamo disponibili a rivedere alcune attitudini di vita». Il cancro al seno «spiegato» dalla Nmg: se una donna percepisce che «all’interno del proprio nido c’è qualche difficoltà e che in senso traslato ha bisogno di più nutrimento» e la condizione persiste, «farà un nodulo tondo e compatto, che si può sentire al tatto ma non fa dolore. Questo processo viene chiamato adenocarcinoma». Ma, dice la pericolosa teoria, si tratta di «un fenomeno che è una disposizione naturale, essenza della maternità».

LA CONDANNA DELLA SCIENZA

Lo stesso Hamer espone la «Regola ferrea del cancro» e descrive «la chirurgia della natura». Sempre sul tumore al seno: «Il neonato in braccio alla madre le sfugge dalle mani, batte la testa e rimane incosciente per un po’ di tempo», da qui il «conflitto biologico di accudimento madre-bambino» e la malattia. Nella fase di «conflitto attivo» il cancro cresce, mentre nella fase di guarigione verrebbe «demolito, risolto attraverso microbi» come la tubercolosi. Ancora: «Se nella cosiddetta medicina ufficiale si comunica a un paziente la diagnosi di cancro, quasi tutti lo vivono come uno choc stremante che può causare conflitti di panico e con ciò nuovi cancri, che vengono considerati come metastasi». Un’altra tesi pericolosa: «Si dovrebbe operare solamente quando sembrerebbe la soluzione più sensata, cioè quando la guarigione spontanea durerebbe troppo a lungo». Lasciar fare a «madre natura» significa «non somministrare né chemio, né radiazioni, né morfina». Online si trovano anche decine di lettere, firmate, di pazienti che sostengono di essere guariti da un tumore grazie alle 5Lb. «In ospedale mi sono sentito un numero – scrivono – e non mi hanno assicurato che guarirò. Grazie ad Hamer ora sto bene e continuo la mia vita senza più paure». Naturalmente il rischio aumenta se sono medici a seguire tali precetti. «Con la costituzione di parte civile – spiega Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici di Torino – vogliamo fare luce sulle criticità di questa pratica alternativa priva di evidenza scientifica. È importante ribadire che le medicine non convenzionali sono complementari, e non sostitutive, della medicina ufficiale. Il medico non deve mai sottrarre il paziente a trattamenti scientificamente fondati». Dice Ilario D’Amato, giornalista che da anni studia il «fenomeno» Hamer (il suo sito è www.dossierhamer.it): «Non esiste un solo caso documentato di efficacia di tali teorie. Da noi i seguaci dell’ex medico sono moltissimi e alimentano un vasto giro d’affari tra libri, corsi, riviste, quote associative. Sono una vera setta medica. Si muovono nel sottobosco del web, con il passaparola e con convegni. Tra loro molti medici che di solito non dichiarano apertamente nulla di compromettente, ma non sappiamo cosa accada nei loro studi. In Europa sono documentati circa 140 casi di persone morte per aver scelto la Nmg, tutte soffrendo visto che viene anche impedito l’uso di morfina. In Italia i casi negli ultimi anni sono stati decine, nel silenzio delle istituzioni».

I SEGUACI

Giulio Cesare Senatore, imprenditore, è presidente di Salute attiva onlus: «Sono in molti a dire di seguire le scoperte di Hamer – afferma -, qualcuno finisce in storie controverse. Le responsabilità individuali però non giustificano affermazioni come quel paziente è morto per colpa della Nmg. Noi facciamo informazione sul diritto alla scelta terapeutica e sulle Cinque leggi biologiche, che sono una mappa utile per capire i processi di malattia-guarigione. Non sono una terapia, non prescrivono di sospendere le cure convenzionali e prescindono dalle posizioni ideologiche del dottor Hamer». E le accuse di essere una setta? «Infondate. Da anni chiediamo, purtroppo senza successo, una sperimentazione scientifica sull’efficacia delle 5Lb e sulla connessione mente-corpo. Credo che non siano utili medicine pro e contro: la medicina dovrebbe essere incentrata sul rispetto della persona. Se c’è un’urgenza clinica che pregiudica la vita del malato, è dovere del medico valutarla e intervenire. Denunciamo però una grave mancanza di trasparenza nella sperimentazione dei farmaci. La metà dei risultati infatti non viene pubblicata». Fabrizio Camilletti, operatore di «Medicina biologica emozionale», ha collaborato con Hamer per alcuni anni. «Poi – spiega – ho capito che i suoi metodi terapeutici e le formulazioni più estreme della sua dottrina non sono applicabili. La mia associazione, Accademia di medicina biologica emozionale, riconosce i principi del potere di auto guarigione del corpo e la sostanza delle 5Lb. Ma per noi, queste ultime devono integrarsi con le terapie mediche riconosciute. Soprattutto non ammettiamo che si possa consigliare a qualcuno di non curarsi»

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