Proposta di legge di iniziativa popolare. “Stesso lavoro, stesso contratto”

La  proposta di legge vuole affrontare in modo diretto e concreto un modo per comprimere diritti e salario, ridurre le tutele in materia di salute e sicurezza, aumentare le zone grigie dove imprese “serbatoio”, illegalità, dumping contrattuale, massimo ribasso sono diffuse e costringono milioni di lavoratrici e lavoratori a subire condizioni di vero e proprio sfruttamento e riduzione di libertà.

La proposta è che se un lavoratore in appalto o subappalto o in somministrazione è impiegato per attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente o che rientrano nella sua attività ordinaria deve avere le stesse tutele economiche e normative e lo stesso inquadramento come se fosse un dipendente del committente.

L’introduzione del comma 1 Bis, dell’articolo 29 del D. Lgs. 276/0, prevede che sia l’attività svolta a determinare quali tutele economiche e normative riconoscere ai lavoratori in appalto e subappalto, in base allo specifico CCNL firmato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

La proposta estende il principio per cui “a stesso lavoro, devono corrispondere le stesse tutele e lo stesso costo del lavoro”, indipendentemente dalla tipologia di contratto.

Sempre di più molte attività “core” di un’azienda (dalle manutenzioni ai servizi informatici, ecc.) vengono appaltate esternamente a lavoratori inquadrati come autonomi, per esempio P. Iva che magari lavorano quasi esclusivamente per quel committente. Per evitare che questi lavoratori ricevano meno salario e siano più “convenienti” di un lavoratore dipendente, si propone una sorta di “equo compenso” pari almeno a quanto l’azienda spenderebbe per un lavoratore dipendente di pari professionalità.

Ovviamente parliamo di compenso minimo, salvaguardando condizioni di migliore favore per il lavoratore autonomo. La norma è pensata anche per “rompere” quella sorta di ricatto che vede spesso i giovani con P.IVA essere pagati meno di un lavoratore subordinato e contro quei comportamenti che vedono spesso obbligare qualche ex dipendente a diventare un lavoratore autonomo in cambio del lavoro.

Ai fini dell’applicazione del presente comma, per costo complessivo sostenuto dal committente per un proprio lavoratore dipendente di pari qualifica, o, in mancanza, di qualifica assimilabile si intende l’insieme degli oneri economici a carico del datore di lavoro con riferimento a questo lavoratore, comprensivi della retribuzione lorda contrattualmente prevista, dei ratei di mensilità aggiuntive, ferie, permessi e trattamento di fine rapporto, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori, dei premi assicurativi e degli ulteriori oneri derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore stipulata dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, riparametrati all’ora o al giorno. Ai contratti collettivi nazionali di lavoro, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, è attribuita la facoltà di individuare, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo, ulteriori tutele normative coerenti con la specifica natura della prestazione resa”.

La proposta fa parte di un pacchetto più ampio che include anche la tutela della sanità pubblica, con l’obiettivo di affrontare la precarietà e il dumping contrattuale che coinvolgono, secondo la sigla sindacale, circa 4 milioni di lavoratori in Italia

 

Il 15 e 16 maggio la Cgil darà il via alla campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, promosse insieme ad un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile, dedicate ai temi della sanità pubblica e degli appalti.

Sabato 16 maggio, in tutte le città del Paese, saranno presenti oltre 1.000 banchetti dove sarà possibile firmare le due proposte di legge”.

La campagna sarà promossa con gli slogan “Io firmo per il diritto alla salute” e “Io firmo per stesso lavoro, stesso contratto”. Dal 15 maggio sarà inoltre possibile sottoscrivere le due proposte di legge anche online accedendo al sito del Ministero della Giustizia.

L’iniziativa

La proposta di legge vuole rafforzare le tutele dei lavoratori garantendo, se svolgono lo stesso lavoro dei dipendenti del committente, identiche tutele economiche e normative (sia se sono lavoratori subordinati che autonomi). Questo a difesa anche dell’occupazione dentro le aziende committenti.

Si propone inoltre che i committenti siano responsabili in caso di applicazione di contratti collettivi non corretti o se i diritti dei lavoratori in appalto siano violati e, se l’appalto non è genuino, si propone che i lavoratori siano assunti automaticamente dal committente.

Si propone anche, nei settori a maggior rischio di incidenti, lavoro nero, infiltrazioni criminali il divieto di subappalto e che il committente verifichi che l’appalto si svolga con tempi e un numero di lavoratori congrui al tipo di attività, per ridurre così gli infortuni.

Inizio del periodo di raccolta firme on line: 14/05/2026

 

Se si vuole firmare cliccare qui 

 

La proposta per la salute è promossa insieme a un’ampia rete di associazioni, e vuole rendere effettivo il diritto alla salute, rafforzare il servizio sanitario nazionale e valorizzare chi ci lavora.

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