Protocollo Cittadinanzattiva SIF: Informazione chiara, trasparente e documentata sul farmaco e sugli integratori alimentari. Fatturato e occupazione in crescita per gli integratori

Farmaci e cittadini: firmato protocollo tra Cittadinanzattiva e SIF

Cittadinanzattiva – 28 febbraio 2019

Una alleanza strategica per fornire ai cittadini una informazione chiara, trasparente e documentata su tutti i temi che coinvolgono il farmaco e gli integratori alimentari. È questo uno dei principali obiettivi del protocollo di collaborazione siglato tra Cittadinanzattiva e Società italiana di farmacologia (SIF) presentato oggi a Roma.

Tra le azioni che le organizzazioni metteranno in campo ci sarà la progettazione di campagne di informazione sui medicinali e sulle modalità del loro sviluppo clinico e, ancora, informazione di prossimità ai consumatori, in collaborazione con le farmacie: l’accordo prevede che SIF e Cittadinanzattiva costituiscano un vero e proprio ponte tra il mondo della ricerca farmacologica, dove si produce conoscenza, e la società civile, dove la conoscenza deve trovare applicazione a beneficio dei cittadini.

Ai cittadini le organizzazioni dedicheranno quindi attività di formazione sul corretto e appropriato utilizzo dei farmaci, con particolare attenzione all’utilizzo da parte delle fasce più vulnerabili, come per esempio gli anziani e i bambini. Verranno proposte in modo comprensibile le modalità con cui vengono introdotti sul mercato i farmaci equivalenti e i biosimilari.

Tra gli ulteriori punti previsti nell’accordo, l’impegno reciproco per una corretta informazione anche attraverso i media, e incontri di formazione rivolti a leader di organizzazioni civiche e di pazienti.

«Per noi questo protocollo è molto importante perché salda una collaborazione centrale tra cittadini e farmacologi», ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, «per realizzare attività di informazione che da un lato garantiscano l’uso più appropriato e corretto dal farmaco, e dall’altro un uso altrettanto corretto degli integratori alimentari. Questa collaborazione ha come obiettivo non solo quello di favorire l’appropriatezza dell’uso dei farmaci, ma anche di essere un segno di come all’interno del SSN soggetti che hanno ruoli diversi possano, lavorando insieme, prendersi cura dell’interesse generale. Ed è un accordo che non ha alcun obiettivo di esclusività, ma di assoluta inclusività, che vorrebbe far lavorare insieme il mondo dei farmacologi, i pazienti affetti da patologie croniche, i farmacisti, le associazioni dei cittadini e il mondo dei media, nonché tutti coloro che hanno un ruolo importante nella filiera del farmaco del nostro Paese».

«Questo accordo realizza una delle missioni della Società Italiana di Farmacologia”, spiega il presidente SIF Alessandro Mugelli, “vale a dire quella di essere una interfaccia attiva tra il mondo della ricerca scientifica e la società. I Farmacologi insegnano come funzionano i farmaci e come si devono utilizzare a tutti gli studenti dei corsi di laurea sanitaria e, attraverso corsi, convegni e congressi, ne ottimizzano il loro utilizzo da parte degli specialisti. Siamo convinti che il cittadino debba avere informazioni corrette, scientificamente provate, indipendenti e chiare, sui benefici e i rischi associati all’uso dei farmaci per esercitare appieno il proprio diritto-dovere alla salute. SIF intende avere, attraverso questo accordo, un ruolo pubblico, socialmente utile, basato su questi principi: scientificità, trasparenza, etica».


Industria degli integratori alimentari: in crescita fatturato e occupazione

Presentata alla Camera la nuova indagine sul settore in Italia realizzata dal Centro Studi di Federsalus. La stima sul fatturato 2017 segna un +12% rispetto all’anno precedente. Il numero di addetti (11.500) è salito dell’8,7%

Aboutpharma – 28 febbraio 2019

Cresce la filiera italiana degli integratori alimentari. Il fatturato industriale (stimato) nel 2017 ha raggiunto quota 1,33 miliardi, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Il numero di occupati è aumentato dell’8,7%, attestandosi a 11.509 addetti. Il numero di prescrizioni mediche (26 milioni nel 2018) è salito del 30% negli ultimi due anni. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla quarta indagine sull’industria degli integratori realizzata dal Centro Studi di Federsalus, l’associazione che rappresenta circa 200 aziende del settore in Italia, e presentata oggi alla Camera.Le stime derivano da un campione di 87 aziende, che rappresentano il 44% degli associati a FederSalus e il 70% del fatturato.

Identikit delle aziende

La filiera dell’integratore è costituita soprattutto da produttori di materie prime, aziende di produzione conto terzi e aziende a marchio proprio sul mercato di consumo. Secondo l’indagine, si tratta di imprese dinamiche e orientate all’innovazione: gli investimenti assorbono circa l’11% del fatturato e si concentrano per un 72% in impianti e nuovi macchinari, ricerca e sviluppo, tecnologie e formazione.

Quanto alla produzione, l’81% è realizzata in conto terzi e il 73% è concentrata in Italia, ma le aziende guardano comunque ai mercati internazionali: il 22% esporta oltre un quarto del fatturato. Di certo non mancano i margini di miglioramento, visto che per il 53% delle aziende l’incidenza del fatturato estero sul totale è inferiore al 25% e un altro 25% non esporta affatto.

Internazionalizzazione e regole comuni in Europa sono una priorità secondo Marco Fiorani, presidente di Federsalus: “Per continuare a creare occupazione e innovazione e quindi crescita – commenta Fiorani. – il settore necessita di criteri di valutazione di sicurezza ed efficacia specifici per l’integratore a livello europeo. La mancata armonizzazione regolatoria nella Ue è un freno alla libera circolazione dei prodotti e quindi alle esportazioni delle aziende italiane, che sono un riferimento di qualità nel mondo. Molto è ancora da fare in questa direzione e stiamo  attivando un desk internazionalizzazione, in collaborazione con Ice – Italian Trade Agency, per supportare le aziende verso i mercati esteri. Nel 2019 – conclude il presidente di Federsalus –  attraverso l’organizzazione di incontri BtoB con operatori internazionali e di collettive nei più importanti eventi mondiali del settore, l’associazione sarà a Ginevra, a Tokyo e a Chicago”.

In farmacia

Spostandosi sul versante dei consumi, la farmacia è il principale canale di distribuzione degli integratori. Vale infatti l’86% del mercato nazionale, valutato in 3,3 miliardi di euro. A seguire parafarmacie (8,6%) e grande distribuzione (5,4%). Per il 32% dei consumatori il farmacista è la figura di riferimento per l’uso degli integratori. Per il 42% è il medico.

I medici

Nel 2018, secondo dati Iqvia Medical Audit per FederSalus, si contano 26 milioni di prescrizioni mediche, in crescita del 30% negli ultimi due anni. Gli integratori alimentari rientrano a pieno titolo nella pratica clinica del medico e in particolare dei medici di medicina generale (24%), dei pediatri (16%), degli ortopedici (15%) e dei ginecologi (14%), tra le principali categorie che ne consigliano l’utilizzo ai propri pazienti.

L’analisi

Una conferma dello stato di salute dell’industria degli integratori arriva anche da un’analisi di Elite Borsa Italiana, il network internazionale delle eccellenze. Uno studio condotto su un campione di aziende confermerebbe “performance molto interessanti di un settore in crescita anno dopo anno” e “una propensione all’innovazione delle aziende” certificata “dalla valorizzazione della dinamica degli investimenti industriali”.

I DATI IN SINTESI

Notizie correlate: Federsalus. Linee Guida sulla Comunicazione degli integratori alimentari

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