SALE L’EXPORT FARMACEUTICO

Rapporto Nomisma: in 15 anni esportazioni passate dal 10 al 55% del totale

L’Italia è seconda in Europa per numero di imprese farmaceutiche (369) e il settore aumenta l’export, passato dal 10 al 55% del totale prodotto nell’arco degli ultimi quindici anni. Accanto a questo dato positivo vi è però l’incapacità di attrarre investimenti esteri (nell’ultimo decennio sono arrivati solamente 128,8 milioni di dollari) nonostante il mercato farmaceutico italiano sia il quinto nel mondo. Così, nella classifica dell’appeal del made in Italy farmaceutico verso l’estero, l’Italia si colloca all’undicesimo posto e quindi assai lontano da Usa, Francia, Germania, Gran Bretagna. Quali le ragioni? Innanzitutto le condizioni di produzione non sufficientemente competitive rispetto agli altri paesi europei, poi gli scarsi finanziamenti o agevolazioni pubbliche per la ricerca nel promettente campo delle biotecnologie, e ancora gli interventi penalizzanti del ministero sui prezzi e l’eccessiva burocrazia che scandisce la nascita e la vita di un farmaco.
L’identikit del settore è stato elaborato da Nomisma, in un rapporto commissionato da GlaxoSmithKline. Secondo la società di ricerche la vocazione farmaceutica è fortemente concentrata in cinque regioni del Centro-Nord: Lombardia (46% delle imprese), Lazio (24%), Toscana (10%), Emilia-Romagna (5%), Veneto (4%).

La farmaceutica è il primo settore d’esportazione del Lazio, con un peso del 27%, e determina dal 1998 a oggi quasi il 70% della crescita totale delle esportazioni laziali. Ma secondo Federfarma il 2007 si chiude in sofferenza, salvato dall’export, con una diminuzione della spesa in farmaci del 10% e un calo dell’occupazione di circa mille unità. A partire dal 2002 l’industria farmaceutica italiana è cresciuta in media del 2% l’anno, rispetto a una media europea del 5%.Le vendite totali di farmaci (farmacie più ospedali) ammonteranno quest’anno in Italia a 16,5 miliardi. Nel 2008 si prevede continuerà il trend al rallentatore, con un ulteriore spostamento dei consumatori verso i farmaci generici. Ma potrebbero già farsi sentire sul mercato gli effetti positivi di alcuni provvedimenti della Finanziaria, a cominciare dalle maggiori deduzioni per le spese in ricerca. ItaliaOggi del 27/12/2007 , articolo di Carlo Russo  ed. Numero 304  p. 9   
 

Exit mobile version