Sanofi dona 10 milioni per la ricostruzione di Notre Dame. Polemica dei sindacati

PARIGI, 18 APRILE – Dopo l’incendio che lunedì sera ha devastato la Cattedrale Cattolica, simbolo di Parigi, Notre-Dame, oggi le prime dichiarazioni del Padre rettore Mario Fabbroni:” Niente Notre-Dame per i prossimi 5/6 anni”.

Una decisione sofferta ma necessaria per mettere completamente  in sicurezza la struttura e le opere in essa, c’è bisogno di tempo e di capitale da investire. La cattedrale gotica, subirà uno stop ai visitatori. Essendo di proprietà dello Stato, come la maggior parte degli edifici religiosi francesi, è già stata avviata una maxi colletta internazionale ai fini della ricostruzione, è stato raccolto un milione di euro, altri 20 milioni sono stati donati a Macron dalla miliardaria brasiliana Lily Safra, 10 milioni dalla Società farmaceutica Sanofi che ha dei siti anche in Italia, 5 milioni di dollari messi a disposizione dalla Disney. Il Presidente americano Trump, dopo un colloquio con Papa Francesco, con un twitt in queste ore, ha offerto l’aiuto dei migliori esperti statunitensi per la ricostruzione.

info oggi – 18 aprile 2019


Secondo i sindacati, tuttavia, le mega donazioni dei “Paperoni francesi come Francois Pinault (Kering) e Bernard Arnault (Lvmh) o di grandi gruppi come Total” dimostrano che i soldi ci sono: “Se sono in grado di donare decine di milioni per ricostruire Notre-Dame, smettano di dirci che non ci sono abbastanza soldi per rispondere all’urgenza sociale” o per i loro dipendenti, è il commento di Philippe Martinez, segretario generale della Cgt, il principale sindacato francese.

Evidentemente, ha aggiunto, “i soldi non piovono” allo stesso modo per tutte le cause. Una constatazione fatta anche dalla Fondation Abbè Pierre, che da decenni si occupa degli emarginati, che con sarcasmo scrive su Twitter: “400 milioni per Notre-Dame, grazie Kering, Total e Lvmh per la vostra generosità. Siamo molto legati al luogo dei funerali dell’Abbè Pierre (le esequie del fondatore si tennero nel 2007 proprio a Notre-Dame, ndr). Ma siamo anche molto legati alle sue battaglie. Se poteste dare l’1% ai bisognosi, saremmo soddisfatti”.

Non mancano infine le critiche dei partiti, sebbene dopo l’incendio avessero deciso di sospendere la campagna elettorale per le Europee. Dai socialisti che auspicano “una mobilitazione equivalente per i milioni di donne, uomini, bambini, famiglie che sono anch’essi una cattedrale umana da proteggere”, alla sinistra radicale della France Insoumise che accusa i grandi mecenati di voler fare un’enorme operazione di marketing a tasse zero.

Iobsnews – 18 aprile 2019

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