SEZIONE DI FORLI’ – CESENA E RIMINI

di Claudio Figaia

i MASSA

"Meno esami, per favore, e meno ricette". L’Asl preme sui medici di famiglia per ridurre i costi della sanità. E, in cambio, promette incentivi agli stessi sanitari "di base": voi fate ritisparmiare l’azienda e l’azienda vi premia (in denaro).

La spesa per le prestazioni di diagnostica e di laboratorio effettuate su richiesta dei medici di famiglia è in linea – anzi un poco migliore, come rileva il report Mes 2012 dell’istituto Sant’Anna di Pisa-con gli standard definiti dalla Regione Toscana.

Ma resta alta; così come molto alto, il più alto della Toscana stavolta, è il costo sanitario complessivo pro capite dell’Asl apuana: 1.923 euro, contro una media regionale di 1896 euro.

Tagliare bisogna, dunque, e la direzione Asl ha cominciato a faro da tempo. Anche perché, oltre che con la razionalizzazione dei costi imposta a tutto il sistema sanitario toscano, deve fare fronte alla questione "maledetta" del maxi buco di 240 milioni che ha messo da tempo la sanità apuana dietro la lavagna dei "cattivi".

Da qui il varo di un pacchetto di misure che proprio in questi giorni è stato definito dalla direzione aziendale dell’Asl. Quello per la riduzione degli esami ha come obiettivo il taglio del 5% del numero complessivo di esami di laboratorio e di diagnostica da immagini corrispondenti a una valorizzazione economica di 800mila curo l’anno.

Come raggiungere tale risparmio? La strategia dell’Asl è di condividere» con i medici di famiglia i criteri di appropriatezza per gli esami di laboratorio e diagnostica anche attraverso la diffusione di un elenco di esami che spesso di potrebbe evitare di prescrivere, perchè non strettamente indispensabili in relazione alla patologia, o perchè ormai superati, o perchè ridondanti. In altre parole, un pressing sui medici affinchè ordinino soltanto esami "davvero" utili alla diagnosi e alla terapi

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