Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, completa la giunta e chiude una partita politica che si trascinava da settimane. Nessun intervento sulle caselle di Fratelli d’Italia, che ha scelto di non intervenire sulla posizione dell’assessora Elvira Amata.
Cambia la guida della Sanità: Daniela Faraoni lascia l’incarico e al suo posto viene nominato Marcello Caruso, in quota Forza Italia. Una scelta che, di fatto, rafforza il controllo politico diretto del presidente su
Primo compito del neoassessore Caruso: gestire un taglio di 25 milioni di euro per la spesa farmaceutica, che significa 9 mila euro ogni tre mesi per le prescrizioni.
Le soglie prescrittive riguardano il biennio 2026-2027 e sono state regolate con decreto assessoriale dello scorso 30 marzo.
Un taglio che si estende fino al 31 dicembre 2027, fissando per ciascuna ASP specifici obiettivi, così da consentire il riallineamento in termini di spesa e consumi rispetto alla media nazionale, nonché il mantenimento della spesa farmaceutica convenzionata entro il limite stabilito dalla normativa.
I tagli riguardano nello specifico alcune categorie terapeutiche: farmaci per i disturbi correlati alla secrezione acida; farmaci usati nel diabete; sostanze ad azione sul sistema renina-angiotensina; sostanze modificatrici dei lipidi; antibatterici per uso sistemico; farmaci antinfiammatori e antireumatici; farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie.
Il decreto, insomma, interviene su farmaci che riguardano la cronicità: diabete, malattie cardiovascolari, infezioni batteriche, patologie respiratorie e altri ambiti ad alta incidenza assistenziale.
Medici di base in agitazione. Mario Giambona, deputato regionale dem, sottolinea che il taglio alla spesa farmaceutica in Sicilia ricade sui cittadini: “Siamo al fianco dei medici di famiglia, che non possono più prescrivere farmaci utilizzati quotidianamente nella loro pratica professionale. È inaccettabile continuare a intervenire con tagli indiscriminati che penalizzano i cittadini e mettono in crisi il lavoro dei medici di base. Serve una gestione più efficiente e responsabile della spesa sanitaria, che non scarichi le proprie criticità sui siciliani”. (Fonte: Tp24)
FIMMG Palermo aveva attaccato il decreto sulle soglie prescrittive e chiedeva un confronto con
Al centro della contestazione, il rischio che il contenimento della spesa farmaceutica ricada sul medico di famiglia, chiamato a sostenere anche il peso di prescrizioni che non derivano da una sua scelta clinica autonoma, ma da decisioni assunte nella filiera specialistica.
La FIMMG Palermo ha formalizzato la propria posizione in una lettera del 22 aprile indirizzata all’Assessorato, nella quale esprime “forte preoccupazione e netta contrarietà” rispetto all’impostazione del decreto e sottolinea come il provvedimento “finisce nei fatti per scaricare sui medici di medicina generale la responsabilità […] di quote rilevanti di spesa che spesso non originano da una loro autonoma scelta prescrittiva”.
Nel documento, il sindacato evidenzia con chiarezza il problema della catena delle responsabilità, affermando che “colpire il prescrittore terminale senza colpire in pari misura il prescrittore sostanziale significa alterare in modo evidente” tale equilibrio, e denuncia un modello in cui “la specialistica induce e la medicina generale paga”.
Nota:
La Regione Siciliana conta circa 14.000-17.000 dipendenti diretti una cifra soggetta a variazioni a causa di pensionamenti e nuove assunzioni (come le oltre 200 previste nel 2024-2025). Se si considera l’intero comparto pubblico (inclusi enti regionali, partecipate e sanità), il numero di addetti è significativamente superiore, spesso citato in analisi passate come tra i più alti in Italia in proporzione agli abitanti. Il numero dei dipendenti è cinque volte quello della Regione Lombardia, che ha però il doppio degli abitanti rispetto alla Sicilia. (fonte: Il Sole 24ORE).
In Sicilia, il numero di operai idraulico-forestali stagionali, spesso definiti “forestali”, si attesta solitamente tra 16.000 e oltre 20.000. Questi lavoratori si occupano principalmente di manutenzione boschiva e prevenzione incendi. Il numero è calato negli anni dai circa 35.000 del 2005 agli attuali 16.000-22.000 circa (Fonte: Flai CGIL) Tra determinati e indeterminati, secondo i numeri del Mippaf (Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali) siamo di fronte a 22.226 unità, pari a circa il 50% di quanto registrato in totale in tutta Italia, dove complessivamente gli operai forestali sono 47.313. Andando in dettaglio, ci sono 1.331 operai a tempo indeterminato e 20.895 a tempo determinato
Nel 2024 la spesa sanitaria complessiva osservabile in Sicilia ha raggiunto circa 13 miliardi di euro. Di questi, solo il 52,9 per cento è oggi riconducibile a produzione pubblica diretta del Servizio sanitario nazionale. Quasi il 30 per cento confluisce nel privato convenzionato e accreditato, mentre il 17,3 per cento è costituito da spesa out-of-pocket, pagata direttamente dai cittadini. (Fonte: Italiaviva Sicilia)
La Regione Sicilia ha deliberato una riduzione della spesa farmaceutica territoriale superiore ai 25 milioni di euro in un solo anno. È questo il cuore del decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026, con cui la Regione Siciliana punta a contenere i costi dei farmaci prescritti sul territorio, portando il budget complessivo da circa 410 milioni di euro nel 2026 a poco più di 385 milioni nel 2027. Dal 31,5 al 29,6%. Ma non ci sarà anche da tagliare sul restante 70% della spesa sanitaria regionale?
