Veramente gli americani risparmiano sui farmaci con la piattaforma Trump Rx ?

TrumpRx fa davvero risparmiare sui farmaci?

Con la piattaforma TrumpRx, il presidente degli Stati Uniti ha promesso farmaci più economici per gli americani, ma alcune indagini mostrano prezzi spesso più alti che in Europa e Giappone e sconti limitati a pochi farmaci e a chi paga di tasca propria. Fatti, numeri e commenti

Startmag Focus – 6 aprile 2026 di Giulia Alfieri

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato la piattaforma online TrumpRx con l’ambizione di tagliare i costi dei farmaci su prescrizione per gli americani, promettendo che li pagheranno “al prezzo più basso al mondo”. Però, slogan a parte, alcune analisi più dettagliate rivelano un quadro più complesso: molti medicinali continuano a essere più cari rispetto ad altri paesi sviluppati e l’accesso agli sconti è limitato e riservato principalmente a chi paga di tasca propria.

La piattaforma si basa su accordi diretti con alcune delle più grandi case farmaceutiche, tra cui Pfizer, AstraZeneca, Eli Lilly, Novo Nordisk e più recentemente Amgen e GSK, ma riguarda un numero relativamente esiguo di farmaci.

COME FUNZIONA IL SITO

TrumpRx non vende farmaci direttamente: gli utenti devono scaricare coupon da usare in farmacia o sui siti delle aziende produttrici, previa prescrizione valida. I prezzi seguono il principio della clausola della nazione più favorita, facendo riferimento ai livelli più bassi pagati in Paesi comparabili, principalmente europei. Al 20 febbraio, secondo il think tank indipendente KFF, la piattaforma offriva sconti su 43 farmaci da prescrizione, tra cui un generico e un biosimilare. In California e Massachusetts, dove l’uso di coupon per farmaci con generico disponibile è vietato, TrumpRx non è attivo.

COSA DICONO LE VERIFICHE SUI PREZZI

Indagini di New York Times, media tedeschi, NBC News e Reuters hanno confrontato i prezzi TrumpRx con quelli praticati in altri paesi industrializzati. I risultati mostrano che molti farmaci protetti da brevetto costano fino a migliaia di dollari in più negli Stati Uniti rispetto alle farmacie tedesche, mentre i farmaci generici danno risultati misti, con alcuni che sono più economici in Germania e altri più convenienti su TrumpRx.

Circa un terzo dei 54 farmaci disponibili su TrumpRx costava meno nel Regno Unito, tra cui Xeljanz di Pfizer, Farxiga di AstraZeneca e inalatori di GSK, con differenze dal 67% all’82%. Per i farmaci per l’obesità, i pazienti giapponesi risultano in molti casi i più avvantaggiati: nonostante gli sconti su TrumpRx, i prezzi di Wegovy e Zepbound in Giappone restano infatti inferiori rispetto agli Stati Uniti.

SCONTI SIGNIFICATIVI SU OBESETÀ E FERTILITÀ

I maggiori sconti, afferma Reuters, riguardano i farmaci per l’obesità, Zepbound di Eli Lilly e Wegovy di Novo Nordisk, che passano da oltre 1.000 dollari al mese a una media tra 149 e 350 dollari. Anche i farmaci per la fertilità hanno subito riduzioni importanti: EMD Serono ha dichiarato che TrumpRx offre uno sconto dell’84% sui tre farmaci statunitensi più utilizzati nei protocolli di fecondazione in vitro.

LIMITI PER I CONSUMATORI

L’efficacia della piattaforma, tuttavia, è limitata per chi ha un’assicurazione sanitaria poiché gli sconti non concorrono al raggiungimento del deducibile o del massimale annuale. La piattaforma risulta invece più utile per chi paga di tasca propria o non rientra in programmi federali come Medicare o Medicaid. Alcuni sconti, come quelli su Wegovy, riguardano inoltre solo le dosi iniziali e i nuovi pazienti, mentre i prezzi aumentano nelle forniture successive.

L’IMPATTO SUI PRODUTTORI

L’effetto economico sugli utili delle case farmaceutiche, stando a Reuters, è variabile. Novo Nordisk prevede cali di vendite e profitti fino al 13% nel 2026 a causa dei prezzi negoziati, mentre Johnson & Johnson stima un impatto di “centinaia di milioni di dollari”. Secondo Evan Seigerman di BMO Capital Markets, molte delle molecole incluse negli accordi con la Casa Bianca sono farmaci non recenti con alternative disponibili, e l’impatto per aziende come J&J con oltre 60 miliardi di dollari di vendite farmaceutiche annue è trascurabile. Philip Sclafani di PWC U.S. osserva invece che l’effetto dipende dalla quota di vendite tramite programmi governativi rispetto a quelle commerciali.

LE RICADUTE SULL’EUROPA

In seguito al lancio di TrumpRx, alcuni esperti europei hanno segnalato possibili ricadute sul Vecchio Continente: le case farmaceutiche potrebbero infatti compensare profitti ridotti negli Stati Uniti aumentando i prezzi in Europa, e alcune terapie innovative potrebbero non essere introdotte in mercati con prezzi più bassi. Questo scenario si inserisce in un contesto di tensioni già esplicitate dallo stesso Trump, il quale ha definito i Paesi europei “parassiti” per via dei costi più contenuti dei farmaci, sostenuti anche dal fatto che una parte significativa della ricerca farmaceutica continua a essere trainata dagli Stati Uniti nonostante i recenti tagli.

CRITICHE E VALUTAZIONI

In conclusione, secondo esperti di politica sanitaria sentiti da Reuters, TrumpRx stabilisce solo un tetto approssimativo su quanto gli americani senza assicurazione possano pagare di tasca propria, senza rendere realmente più accessibili i farmaci. Analisti riportati da NBC News evidenziano invece che la piattaforma potrebbe avere un ruolo maggiore per chi ha assicurazioni private, dove i pazienti non sempre hanno accesso al farmaco più economico a causa delle scelte dei gestori dei benefici farmaceutici.

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