Vertenza TEVA. Incontro al MiMIT. Rinviata al 2027 la chiusura di Villanterio

Farmaceutica. Teva, rinviata al 2027 la chiusura di Villanterio

Femca CISL – 9 luglio 2026

Si è svolto ieri, 8 luglio, l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti della SicorSRL (Gruppo Teva) per la procedura di licenziamento di 61 lavoratori nei siti di Rho, Caronno Pertusella e Santhià, e la cessazione delle attività per il sito di Villanterio con l’esubero di ulteriori 32 addetti, per un totale di 93 su circa 500 dipendenti complessivi.

Al tavolo la Direzione Aziendale ha dato la disponibilità a ricercare un acquirente per il sito di Villanterio (Pavia), posticipando la chiusura da luglio 2026 a dicembre 2027, con un allungamento della produzione garantita fino a marzo 2027.

Per gli altri 61 esuberi, l’Azienda si è resa disponibile a ricercare soluzioni per incentivare l’esodo volontario per contenere il costo del lavoro.

“Esprimiamo parziale soddisfazione per il rinvio della chiusura di Villanterio, ma la guardia resta altissima. Il prossimo 15 luglio l’incontro si sposterà in Assolombarda: in quella sede verificheremo nel dettaglio le proposte aziendali sul contenimento dei costi e pretenderemo la definizione di soluzioni condivise che escludano qualunque licenziamento che non sia supportato da un piano incentivato ed esclusivamente su base volontaria” hanno spiegato le tre organizzazioni sindacali.

“La riduzione della capacità produttiva dei principi attivi farmaceutici – hanno proseguito – contrasta apertamente con le dichiarazioni del Governo e di Farmindustria, che considerano questo settore altamente strategico per la sicurezza sanitaria nazionale ed europea.

Negli ultimi anni sono stati chiusi da Teva 4 siti in Italia cancellando circa 1000 posti di lavoro, si sta portando avanti uno ‘stillicidio’ occupazionale a cui il sindacato dice NO.

Inoltre, il Gruppo ha deciso di mettere in vendita a livello globale l’intero asset TAPI (divisione principi attivi). Teva è contemporaneamente proprietaria e cliente principale dei siti italiani, ma preferisce acquistare i principi attivi da produttori terzi esterni piuttosto che valorizzare i propri stabilimenti, in particolare lo stabilimento di Villanterio.

Evidente la strategia di voler esclusivamente ‘snellire’ i siti in funzione della vendita globale della divisione TAPI, anziché investire per recuperare efficienza e competitività”.

“Infine, accogliamo l’impegno del Ministero per la risoluzione della vertenza che ha chiesto: di garantire la continuità produttiva di tutti e 4 i siti italiani all’interno del percorso di vendita globale di TAPI, senza ulteriori tagli; di definire un arco temporale congruo per la vendita di Villanterio, fissando l’obiettivo della soluzione entro settembre 2027; di utilizzare gli ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti unilaterali negli altri tre siti, applicando unicamente il criterio della volontarietà.

Il Mimit ha fissato per il giorno 30 settembre la verifica dello stato di avanzamento della ricerca del potenziale acquirente, e ha chiesto a Teva di sostenere attivamente l’acquisizione da parte di terzi” concludono Filctem, Femca, Uiltec.

Comunicato stampa Sindacati


il comunicato del MIMIT

Sicor Tapi (Teva Italia): azienda conferma al Mimit disponibilità a soluzione occupazionale e industriale condivisa

8 luglio 2026

Primo tavolo di confronto al Mimit dedicato alla vertenza Sicor Tapi (divisione italiana del Gruppo farmaceutico Teva), convocato a seguito dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo che coinvolge oltre 90 lavoratori avviata dal gruppo farmaceutico nei quattro stabilimenti presenti in Italia, e dell’annunciata chiusura dello stabilimento di Villanterio (Pavia), specializzato nella sintesi del principio attivo allopurinolo.

Nel corso della riunione, Sicor Tapi ha confermato la disponibilità a concertare il piano di riorganizzazione evidenziando la necessità di sviluppare il confronto su due direttrici: da un lato, la gestione del sito di Villanterio, la cui attività produttiva è prevista fino al 30 marzo 2027 e che necessita di una nuova prospettiva industriale entro il 2027; dall’altro, la gestione della procedura che interessa gli altri stabilimenti coinvolti dal piano di riorganizzazione.

“Il Mimit è in campo per tutelare produzioni strategiche e lavoratori. La disponibilità manifestata dall’azienda rappresenta un elemento positivo che dovrà trovare piena attuazione nel confronto tra tutte le parti per garantire continuità produttiva e salvaguardia occupazionale negli stabilimenti coinvolti”, ha dichiarato il ministro Urso.

Per quanto riguarda la procedura di licenziamento collettivo, l’azienda ha confermato la volontà di gestire il confronto con le organizzazioni sindacali privilegiando il criterio della volontarietà. Nel corso del tavolo è stata inoltre richiamata la possibilità di valutare gli strumenti di sostegno al reddito disponibili, al fine di accompagnare il percorso e favorire ogni soluzione utile a limitare l’impatto occupazionale.

Il Mimit ha ribadito la massima attenzione nei confronti delle produzioni strategiche, confermando l’impegno a supportare, insieme alle parti, ogni soluzione utile a garantire la continuità produttiva del sito di Villanterio e la tutela di tutti i lavoratori coinvolti, anche attraverso la ricerca di nuovi soggetti industriali e l’utilizzo degli strumenti disponibili. Un nuovo incontro è stato fissato per il 30 settembre al fine di verificare gli sviluppi della vertenza.

 

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