Catania. La XXIV conferenza nazionale sulla farmaceutica. Cattani (Farmindustria): “la spesa farmaceutica non è fuori controllo”

Il vero problema è il cronico sottofinanziamento dei fondi destinati ai farmaci, che non crescono in modo coerente con l’innovazione disponibile e con i bisogni di salute

Il sistema regolatorio del farmaco in Italia torna al centro del dibattito con la XXIV Conferenza Nazionale sulla Farmaceutica, che si è tenuta dal 23 e 25 febbraio a Catania, dedicata al tema “Gli strumenti normativi della farmaceutica, tra passato e futuro”. AboutPharma e Altems erano i partner dell’ormai tradizionale iniziativa, ideata dal professor Filippo Drago, farmacologo e direttore del Centro di ricerca e consultazione su Hta e discipline regolatorie del farmaco (Cerd).

Riportiamo l’intervento di Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, che lo stesso Cattani ha postato su Linkedin. L’intervento è una risposta al Dataroom della Gabanelli e al ministro Schillaci che ha definito la spesa farmaceutica fuori controllo.


Non possiamo guardare al valore dell’innovazione con gli occhi del passato, soprattutto per un settore come quello farmaceutico, dove l’R&D corre a una velocità senza precedenti. Nel 2025 lo scenario globale della ricerca è profondamente mutato: la Cina ha ormai raggiunto gli Stati Uniti per quota di studi clinici, arrivando a oltre il 30% del totale mondiale: la competizione non aspetta, tanto meno l’Europa, che ha già perso molto terreno, e deve trovare con urgenza una propria strategia industriale e scientifica per non restare definitivamente ai margini.

L’ho ribadito oggi all’Università di Catania, in occasione della 24ª Conferenza Nazionale sulla Farmaceutica: siamo dentro un cambio di paradigma globale. In questo contesto si inserisce anche l’ordine esecutivo statunitense sulla “Most Favored Nation”, un cambiamanto radicale nel modello di valorizzazione dei farmaci che rischia di ridefinire gli equilibri internazionali e di sottrarre ulteriori risorse e investimenti al nostro continente. Già oggi stimiamo che circa 400 miliardi di dollari siano stati sottratti all’Europa, e in parte anche alla nostra Nazione, in termini di investimenti e opportunità mancate.

È fondamentale però chiarire un punto nel dibattito nazionale: la spesa farmaceutica non è fuori controllo. Al contrario, il vero problema è il cronico sottofinanziamento dei fondi destinati ai farmaci, che non crescono in modo coerente con l’innovazione disponibile e con i bisogni di salute di una popolazione che invecchia.

Continuare a leggere l’innovazione solo come costo, e non come investimento, rischia di comprimere l’accesso alle terapie e di indebolire la competitività del sistema. Nonostante questo contesto complesso, la nostra Nazione ha registrato risultati straordinari: record nell’export e nella produzione, una filiera che si conferma tra le più dinamiche dell’Italia.

La sicurezza sanitaria e l’autonomia produttiva devono diventare priorità strutturali, riconoscendo l’industria farmaceutica come asset strategico nazionale ed europeo. Con il Testo Unico sulla Farmaceutica si apre un un nuovo percorso di riforme importanti, che possono offrire risposte concrete e una visione di lungo periodo, in coerenza con l’indirizzo del Governo guidato da Giorgia Meloni.

La sfida è chiara: costruire un sistema capace di attrarre investimenti, valorizzare l’innovazione e garantire sostenibilità, senza rinunciare alla centralità del paziente e alla competitività della Nazione.


Il Prof. Robert Nisticò, presidente AIFA, nel suo intervento ha affermato che l’ente regolatorio è sempre più “aperto al dialogo con tutti gli stakeholder, con l’obiettivo di portare il più velocemente possibile l’innovazione ai pazienti”. Non va dimenticato però, ammette Nisticò, che il nostro Servizio sanitario nazionale andrebbe modernizzato. Tra spesa farmaceutica che cresce a criticità nell’accesso, la vera sfida dell’Agenzia resta la capacità di garantire sostenibilità economica da un lato e velocità di approvazione dei medicinali dall’altra.

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