Crisi gruppo NMS/Nerpharma

NMS smantella la ricerca, 90 posti a rischio

Riceviamo e pubblichiamo


NMS cambia nome e strategia: da BioParco a BioLiquidazione?
Il rebranding in “BioNerviano S.r.l. – Società Benefit” nasconde un possibile disimpegno del fondo cinese PAG e la vendita sottocosto degli asset strategici del gruppo. La produzione è il prossimo fronte caldo.

Bruno Pepi – RSA ALLCA-CUB – Nerpharma

Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulla chiusura improvvisa dei reparti di Ricerca e Sviluppo del gruppo NMS, un secondo fronte rischia di esplodere nel silenzio generale: la crisi della Produzione farmaceutica, oggi rappresentata dalla società Nerpharma S.r.l.

A inizio 2025, il gruppo ha cambiato denominazione in BioNerviano S.r.l. – Società Benefit. Un’operazione di rebranding che, per chi conosce il contesto industriale, sa più di maquillage societario che di rilancio strategico.

Perché questo cambio preoccupa?
Il fondo cinese PAG Asia Capital, tramite strutture lussemburghesi, controlla NMS dal 2018.

Dal 2022 in poi, il gruppo ha mostrato un progressivo arretramento industriale, con tagli, chiusure e blocco delle assunzioni.

La Regione Lombardia è uscita dal CdA nel 2024, vendendo il proprio 10% di quota nella fondazione FRRB.

Tutto fa pensare a una fase pre-vendita, dove il gruppo viene alleggerito e disarticolato per essere venduto in blocco o a pezzi.

Il destino di Nerpharma
Nerpharma, società GMP di produzione, resta ad oggi operativa e con clienti internazionali. Tuttavia:

Non sono stati rinnovati numerosi contratti a termine;

Non esiste un piano di rilancio né garanzie pubbliche o private;

Circolano voci su un compratore estero (forse libanese), con il rischio di una cessione separata dal gruppo e senza continuità.

Il rischio è chiaro: trasformare Nerpharma da asset produttivo a contenitore sacrificabile, in un’operazione esclusivamente finanziaria.

Come sindacato chiediamo
Una comunicazione ufficiale da parte dell’azienda sulla situazione di Nerpharma e su eventuali trattative in corso.

L’apertura immediata di un tavolo di confronto tra azienda, Regione Lombardia, Comune di Nerviano e Prefettura di Milano.

Un piano di salvaguardia industriale e occupazionale, che coinvolga anche i lavoratori a termine già espulsi.

La verifica di eventuali vincoli occupazionali imposti all’investitore all’atto dell’acquisizione o nel quadro dei fondi pubblici ricevuti (PNRR, incentivi, ricerca).

Conclusioni
Il silenzio con cui si sta accompagnando lo smantellamento progressivo del gruppo NMS è grave. Come sindacato, riteniamo che sia necessario informare i lavoratori, mobilitare l’opinione pubblica e pretendere verità, trasparenza e garanzie sul futuro.

Chi lavora a Nerviano, nella Ricerca o nella Produzione, ha diritto a sapere.

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Nota sulla vertenza:

Nerviano, la lotta dei lavoratori per salvare la ricerca

Chimici e biologi del Nerviano Medical Sciences a rischio esubero. Mobilitazione per difendere l’unico centro oncologico integrato italiano

Redazione Collettiva – 17 luglio 2025

l 15 luglio scorso, nella sede milanese di Assolombarda, la direzione di Nerviano Medical Sciences – controllata dal fondo di investimento PAG – ha comunicato ufficialmente alle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e al coordinamento delle Rsu l’intenzione di chiudere le attività di ricerca del gruppo. La decisione comporterebbe il licenziamento dei ricercatori attivi nei dipartimenti di Chemistry e Biology, segnando un passaggio drammatico per il futuro del centro.

UN CENTRO D’ECCELLENZA A RISCHIO SMANTELLAMENTO

Nerviano Medical Sciences è considerato l’ultimo polo italiano in grado di sviluppare integralmente farmaci oncologici, dalla fase di ricerca preclinica fino alla produzione industriale. Una realtà strategica per il sistema sanitario e scientifico nazionale. L’annuncio ha scatenato forte preoccupazione tra i lavoratori, che temono non solo la perdita dei posti di lavoro, ma un progressivo smantellamento dell’intero gruppo.

Nel corso dell’assemblea straordinaria convocata subito dopo l’incontro, i dipendenti hanno deciso l’avvio dello stato di agitazione, con una serie di iniziative di mobilitazione per contrastare quella che viene percepita come una scelta irreversibile e pericolosa. Secondo i sindacati, quanto annunciato è solo il primo passo verso la dismissione dell’unico centro oncologico integrato rimasto in Italia.

APPELLO ALLE ISTITUZIONI: “FERMATE LA CHIUSURA”

I sindacati e i rappresentanti delle Rsu lanciano un appello alle istituzioni regionali e nazionali, affinché si attivino con urgenza per fermare i licenziamenti e salvaguardare una struttura d’eccellenza. Non si tratta solo di tutelare l’occupazione, ma di evitare la dispersione di competenze scientifiche fondamentali per la ricerca farmaceutica oncologica del nostro Paese. Nerviano Medical Sciences rappresenta un patrimonio collettivo, e il rischio è che venga cancellato senza una reale strategia industriale alternativa.


Nms smantella la ricerca, 90 posti a rischio

Il polo d’eccellenza oncologico alle porte di Milano sarà chiuso. Sindacati: “Bloccare i licenziamenti, così si perde un patrimonio scientifico”

Marco Togna – 22 luglio 2025

Sarà smantellato il polo d’eccellenza sulla ricerca oncologica della Nerviano medical sciences (Nms). Questa la decisione comunicata il 15 luglio scorso dall’azionista di maggioranza, il fondo Pag di Hong Kong, in una riunione in Assolombarda: il centro alle porte di Milano chiuderà, circa 90 sono i ricercatori che verrebbero licenziati.

 

Una decisione del tutto inaspettata, cui sindacati e lavoratori hanno subito reagito dichiarando lo stato di agitazione e organizzando un presidio. Nerviano medical sciences è un patrimonio professionale e scientifico di assoluto livello, la perdita dei reparti Chemistry e Biology sarebbe inaccettabile per l’intero sistema della ricerca italiana sui tumori.

 

SINDACATI: “UNA PERDITA PER L’INTERA RICERCA ITALIANA”

“La comunicazione è arrivata improvvisamente e senza che l’amministratore delegato fosse presente all’incontro”, commentano Luciano Pellizzaro (segretario generale Filctem Cgil Ticino Olona), Daniele Calcaterra (Femca Cisl Milano) e Giandonato Di Pietro (Uiltec Uil Milano): “La proprietà avrebbe voluto iniziare subito la procedura perché ritiene che dalla dismissione della ricerca passi la sopravvivenza stessa del gruppo, ma siamo riusciti a far slittare a settembre ogni decisione”.

 

Sindacati e dipendenti esprimono “forte preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro e hanno il sospetto che questo rappresenti solo l’inizio dello smantellamento delle attività di Nms, centro impegnato da sempre nella ricerca, sviluppo e produzione di farmaci anti-tumorali”.

 

L’assemblea dei lavoratori ha quindi deciso di “iniziare uno stato di agitazione, con mobilitazioni e il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali, affinché si attivino per bloccare i licenziamenti e lo smantellamento dell’ultimo centro di ricerca oncologico in grado di garantire tutto lo sviluppo di un farmaco anti-tumorale dalla ricerca alla produzione”.

 

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