53.000 posti di lavoro a rischio mentre il divieto UE sui PFAS minaccia il 93% dei farmaci
L’industria farmaceutica europea ha lanciato un severo avvertimento secondo cui un proposto divieto UE sui composti chimici PFAS potrebbe eliminare fino a 53.000 posti di lavoro e minacciare la produzione di
Secondo Farmaindustria, il 93% dei medicinali dipende dai PFAS in qualche fase della loro catena del valore, dalla ricerca e sviluppo alla produzione e ai dispositivi di somministrazione. Circa il 7% dei principi attivi farmaceutici contiene PFAS nella loro struttura chimica. La Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche stima che circa 1.922 principi attivi e 47.677 autorizzazioni all’immissione in commercio a livello globale potrebbero essere interessate, inclusi 674 medicinali classificati come essenziali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Conseguenze economiche e sanitarie
L’impatto economico previsto è sostanziale. Le stime del settore suggeriscono 96 miliardi di euro di perdite economiche, l’eliminazione di fino a 53.000 posti di lavoro e una riduzione di 31 miliardi di euro di fatturato annuale nell’Area Economica Europea. Farmaindustria ha dichiarato che l’effetto potenziale sarebbe ampio e strutturale, traducendosi in una ridotta disponibilità di medicinali e un peggior accesso per i pazienti europei ai loro trattamenti, oltre a mettere a rischio la capacità produttiva farmaceutica nell’Unione Europea.
I farmaci a rischio includono insuline, analgesici, antiacidi, immunosoppressori e trattamenti oncologici. Il settore sottolinea che le proprietà dei PFAS come superfici antiaderenti e impermeabilità sono essenziali per prevenire interazioni o contaminazioni all’interno dei medicinali, garantendo qualità, sterilità e stabilità.
Nota
Cosa sono i PFAS
I PFAS (acronimo di Per- and polyfluoroalkyl Substances, in italiano sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate, o sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) sono composti organici di fluoruri alchilici dotati di proprietà tensioattive, in particolare idrorepellenti e oleorepellenti. Sono noti anche come forever chemicals, data la loro stabilità chimica.
Molte tipologie di PFAS, come PFOS e PFOA, sollevano preoccupazioni per la salute e l’ambiente perché sono inquinanti organici persistenti. Alcuni hanno emivita di oltre otto anni nel corpo umano, a causa del legame carbonio-fluoro, uno dei più forti nella chimica organica.
A causa delle preoccupazioni per la salute, diverse aziende hanno terminato o pianificano di terminare la vendita di PFAS o di prodotti che li contengono.
Per limitare i danni ambientali e proteggere i consumatori, l’Unione Europea e le autorità per la sicurezza alimentare hanno introdotto direttive rigide. L’Unione Europea ha stabilito limiti massimi rigorosi per la presenza di PFAS nell’acqua potabile e negli alimenti.
Resta però un punto ancora poco esplorato: il contributo complessivo dei farmaci alla diffusione ambientale dei PFAS e dei loro derivati. Il settore farmaceutico potrebbe restare in parte escluso o soggetto a regole differenti, proprio per quanto è delicato il bilanciamento tra salute pubblica e impatto ambientale.
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